25 Febbraio 2021 · 13:48
16.7 C
Firenze

FIORENTINA, BASTA CON RIMPIANTI E POLEMICHE! E’ L’ORA DI GUARDARE AVANTI. TRA CONFERME E GIOVANI PROMESSE… L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Il gol di Segre al 90′ di Fiorentina-Venezia ha chiuso degnamente la due giorni (viola) della disperazione. Si comincia venerdì 20 luglio 2018: giornata uggiosa, piovosa (tanto per cambiare), sportivamente tragica dopo la sentenza del TAS che riabilita il Milan e squalifica la Fiorentina. Giornata tragica, anche perchè in quelle ore vengono meno alcune certezze di giustizia e legalità che il mondo del calcio (almeno fino a venerdì) aveva. Quantomeno, pensava di avere. A poco serve l’amichevole col Real Vicenza, terminata 11-0 per i viola, con ottime prove di Montiel e di Meli, autore quest’ultimo di una tripletta. Sabato 21 luglio si replica, anzi si peggiora. Il tempo resta coerente a se stesso, ed appesantisce irrimediabilmente il Cesare Benatti. Fiorentina-Venezia si gioca su un vero e proprio acquitrino, e la squadra di maggior tecnica (la Fiorentina) ne risente. Eccome. Prima della partita, per la serie: “se un son grulli, un si vogliono”, tifosi del Venezia e della Fiorentina si fronteggiano (eufemismo), spargendo paura e terrore tra i presenti. Dulcis in fundo (lo abbiamo preannunciato) l’euro-gol di Segre, gran tiro di destro al “sette” alla sinistra di Lafont… assolutamente imparabile. Che sancisce la prima sconfitta stagionale della squadra di Pioli. Insomma, in 48 ore scarse, nell’ordine: una sconfitta sul campo, un’altra dietro alla scrivania, pioggia a catinelle e pubblico sempre più scarso. La Fiorentina è abbandonata a se stessa, e tutti stanno contribuendo.

Messa così, potremmo andare anche a casa. Senza neppure passare dal via. Però, la stagione (anche senza Europa) sta per cominciare, il campionato riparte tra meno di un mese, ci sarà una coppa Italia da aggredire, sopratutto ci sarà da tornare in Europa (come ha detto Pioli) dalla porta principale. C’è da onorare, infine, un marchio storico che si chiama Fiorentina. E non importa se il giovedì ci vedremo Master Chef. Insomma, la Fiorentina deve guardare avanti, deve seguire la propria storia, il proprio blasone, deve portare ai massimi livelli il nome di Firenze. Basta con polemiche e recriminazioni: in Europa ci hanno mandato il MIlan. Punto. Inutile piangere sul TAS versato. Poi… ADV ha posto come traguardo massimo, il settimo posto. Altro punto. Inutile pensare ai vari Pizarro, Cuadrado, Rossi e Gomez. Oggi la situazione è diversa, e niente toglie che ci si possa divertire ugualmente. Pioli e la squadra sfoggiano voglia e sentimento, pronti a dar battaglia in ogni campo italiano. Questo è l’importante. Europa o non Europa, TAS o non TAS.

E’ l’ora di guardare avanti, abbiamo detto. Bene, facciamolo. Partendo dalla formazione: Lafont sta sorprendendo, sta mantenendo le promesse. E’ presto per dire se “spaccherà”, ma di sicuro non farà rimpiangere Sportiello. Difesa a tre, tre e mezzo… Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo. Con Diks alternativa offensiva, Laurini alternativa difensiva. Biraghi a metà del guado, forte di un sinistro educato e di una fisicità che promette. Centrocampo a tre, con Benassi e Dabo conferme della scorsa stagione, Veretout centrocampista centrale (complimenti al francese, in quel ruolo sembra un veterano), Gerson e Norgaard incognite intriganti. Da capire e scoprire. Certo, non stiamo parlando di Hamsik e Pogba. Oppure di Neskeens ed Ardiles. Stiamo parlando di due calciatori che meritano attenzione ed affetto, meritano di essere trattati come tutti. Come calciatori della Fiorentina. L’attacco è più o meno quello dell’anno scorso, senza Gil Dias (per fortuna), con Montiel (il Robbiati de’ noantri), con Chiesa confermatissimo e Simeone… sempre più convinto, determinato e goleador. Manca Dusan Vlahovic, fisico straripante, sinistro di velluto, voglia e determinazione quanto basta. Addirittura (non è un consiglio a Pioli, ma se vuole…) si potrebbe provare il cholito attaccante esterno (tecnica e velocità non gli mancano), e Vlahovic centravanti vecchia maniera. Un vecchio detto recita: di necessità virtù. Bene, i viola, dopo Pasalic e Piaja persi sulla via del mercato, potrebbero riciclare Simeone attaccante esterno, ed il serbo attaccante centrale. Con buona pace di Eysseric (destinato al ritorno in Francia) e di Thereau. Troppo vecchio per essere vero.

Qual’è la conclusione di tutto questo? Che la Fiorentina è nettamente migliore di quanto appare. Oppure di come la disegnano. Pensateci bene: niente Europa, possibilità di una rosa più corta e (di conseguenza) più di qualità. Pioli che mantiene i sette-undicesimi della formazione titolare dell’anno scorso, e potrà così puntare sull’intesa di un gruppo che di se stesso conosce pregi e difetti. La curiosità (e ci rivolgiamo ai tifosi delusi e disillusi) di tifare un nuova Fiorentina ye-ye. E badate bene, non è un delitto di lesa maestà. Lafont, Milenkovic, Norgaard, Chiesa, Vlahovic, Montiel… Simeone e Benassi che sono ancora in quota. Sottil e Meli, prodotti recenti di un settore giovanile sempre più florido. Stiamo parlando di speranze, di sesto posto se va bene, di ottavo se va male, stiamo parlando di aver voglia di tifare Fiorentina. Senza tante pretese o retropensieri. Del resto il pubblico di Firenze, da sempre, si scioglie se dal tunnel sotto la Fiesole salgono le pianticelle, salgono i prodotti del vivaio. Prendiamola così (come cantava qualcuno), non possiamo farne un dramma. Anzi, possiamo trasformare il tutto in speranza.

CONDIVIDI

ULTIMI ARTICOLI

Udinese-Fiorentina, l’arbitro Volpi dirigerà la prossima partita di campionato

La partita di domenica 28 febbario Udinese-Fiorentina alla Dacia Arena sarà diretta dall'arbitro Manuel Volpi della sezione di Arezzo insieme agli assisenti Mondin e...

Inter caos Covid, positiva quasi tutta la dirigenza. Nessun contatto con i giocatori

La notizia della positività al Covid 19 di buona parte della dirigenza dell'Inter sta creando sicuramente apprensione in un momento storico in cui i contagi,...

CALENDARIO