Un’estratto dell’articolo di Benedetto Ferrara, disponibile sulle pagine dell’edizione odierna de La Repubblica: “Il Bernabeu è una specie di cattedrale, del calcio e della sua storia. Ma Diego? E Andrea? Saranno stati invitati, di solito funziona così. Un po’ come tra sovrani. Ti apro la casa e ti mostro le mie opere d’arte, le mie Coppe, in questo caso, i trofei e le foto, magari anche ciò che resta di quella finale del ‘57. Per noi orgoglio e ricordi, per i padroni di casa uno dei tanti simboli della potenza madridista. Niente. Anche perché, scusate, cosa avrebbero pensato i tifosi se la famiglia padrona si fosse presentata a stringere le mani ai potenti del pallone quando al Franchi non ci mette più piede da un po’? Già. Meglio essere coerenti. Però nella coerenza spunta il volto giovanissimo di Filippo Della Valle, diciannovenne figlio di Diego. E il tifoso prega perché si innamori sempre di più della squadra di famiglia. Sai com’è: fosse lui a prendere in mano la situazione, magari rottamerebbe in un baleno tutte le polemiche. Bello sognare, già”.

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