di Marco Collini

 

Oggi ai microfoni di Labaroviola.com abbiamo il centrocampista di proprietà della Fiorentina ed in prestito al Gubbio Erald Lakti.

Buongiorno Erald, partiamo dalla tua infanzia. Raccontaci del piccolo Erald..

“Buongiorno Marco, sono nato il 6 gennaio a Prato. Abitavo a Campi Bisenzio, vicinissimo a Firenze e lì ho cominciato a tirare i primi calci al pallone nella Lanciotto Campi”.

Quando arrivò la chiamata dei viola?

“Fu nel 2009, ero un bambino e feci un provino con ragazzi del 1998′, due anni più grandi di me. Mi scelsero subito e li cominciò tutto..”

Sei stato capitano fin da subito?

“No, devo dire grazie al mio tecnico Andrea Ruglioni che mi consegnò i gradi di capitano nel 2015′.
(Il quale raggiunto dai nostri microfoni lo definisce cosi:“Ricordo un ragazzino con la testa da adulto. Un leader morale. Apprendeva qualunque cosa, voglia di arrivare e un grande tiro da fuori. Un sergente vero..”).
Poi mister Nardi, fino ad arrivare a Bigìca”.

Bigìca dicevamo, che rapporto avevi con lui?

“È un tecnico da cui ho imparato tanto, mi ha trasmesso l’approccio al ruolo che era anche il suo in mezzo al campo”.

La Coppa Italia Primavera che ricordi ti dà?

“Indimenticabile, il 12 aprile sarà passato un anno da quel giorno. Ricordo il palco della premiazione. Salii per ultimo facendomi spazio tra i miei compagni che già avevano la medaglia al collo. I loro occhi luccicanti. Alzare la coppa al cielo sulle note dell’inno della Fiorentina e i coriandoli bianco-viola, che emozioni..”

A luglio poi sei stato convocato per il ritiro con la prima squadra, sensazioni?

“Fu una sorpresa, è stato il mio primo ritiro. Ho cercato di apprendere tutto il possibile”.

Com’era il clima dello spogliatoio?

“Ho trovato tutti uomini di grande intelligenza e saggezza. Ricordo l’anno scorso fui convocato per l’ultima partita con il Genoa al Franchi. Prima della partita ricevetti le raccomandazioni di Veretout che mi tranquillizzò. Poi il capitano Pezzella, grande carisma”.

Montella che impressione ti ha fatto?

“È un tecnico molto preparato, con uno staff molto affiatato e professionale. Spesso si dice che curi la tecnica, ed infatti è vero è una sua caratteristica migliorare quell’aspetto. Ma ci fece correre un sacco..”

Ricevetti la convocazione per l’Internazionale Champions Cup, hai giocato?

“Si sono entrato in tutte e tre le partite. Ho avuto l’onore di affrontare l’Arsenal, duellare con giocatori del calibro di Özil e Xhaka, grandi campioni”.

Li hai conosciuto la nuova dirigenza?

“Esattamente, Commisso è una grande persona. Ti trasmette tutto il bene che prova per ognuno di noi”.

C’è un aneddoto al suo riguardo?

Ride(ndr.) “Mi ha confidato di conoscere tanti compatrioti albanesi come me e sono tutti brave persone”.

Chi sono i tuoi ex compagni della Primavera che potranno emergere coi grandi?

“Certamente ce ne sono. Ne cito 3, il portiere Ghidotti, il quale si trova in prestito in C come me alla Pergolettese.
Il terzino Ferrarini, sta facendo benissimo nella Pistoiese. Ed infine il mio compagno di squadra qua a Gubbio, l’attaccante Meli”.

Che rapporto hai con la tua Nazionale?

“Ho esordito con l’U17. Poi l’U19 e U20. Non ho contatti con la U21, ma sono un 2000 e sono ancora giovane”.

In serie A sta spopolando il difensore Marash Kumbulla, tante squadre lo seguono. Fra cui la Fiorentina..

“Lo conosco bene Marash, lui è un 2000 come me. Ci ho giocato in U19, è un difensore strutturato, fortissimo di testa e di personalità. Chi lo prende fa un affare..”

Ora sei a Gubbio, come andò la trattativa?

“Il Gubbio non era l’unica società che mi cercò, ma furono i più convincenti e accettai volentieri. Partire dalla C, facendo un passo alla volta trovo sia per me il percorso migliore. La gavetta è importante”.

Come procede la stagione in campionato?

“Al momento saremmo salvi, siamo contenti perché è l’obiettivo primario della società. Nel 2020 siamo andati in crescendo e questo ci fa ben sperare”.

Come vivi a Gubbio?

“Sono qua da solo, sento un po’ la mancanza della mia famiglia e del mio compagno di squadra Meli, il quale abita in un’altra casa”.

Raccontaci la tua giornata al tempo della quarantena?

“Seguo un regime abitudinario. Al mattino mi sveglio, faccio colazione poi guardo la tv. Nel pomeriggio mi alleno, seguo il programma stilato dallo staff atletico e alimentare. Cerchiamo di essere pronti se dovesse arrivare la decisione di ripartire”.

Come ti vedi tra un anno?

“Intanto spero di avere l’occasione di ritornare in ritiro a Moena, voglio giocarmi le mie carte con un anno di esperienza in più. Se poi decideranno per un nuovo prestito, darò tutto per crescere fino a meritarmi la maglia viola.
Sogno di indossare la 8 un giorno..”.