2 Dicembre 2021 · 22:34
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Esclusiva Cerofolini: “La maglia della Fiorentina sotto l’albero. Merito di Lupatelli il rigore parato a Kean..”

di Marco Collini

 

Oggi ai microfoni di Labaroviola.com abbiamo il portiere della Fiorentina Michele Cerofolini, ora in prestito alla Casertana in serie C.

Buongiorno Michele, partiamo dagli inizi. Da quando giochi a calcio?

“Buongiorno Marco, ho cominciato a 4 anni. A 6 mi sono iscritto alla scuola calcio del Quarata, paese della provincia di Arezzo. Poi sono passato al Chimera. Fino al 2010..”.

Quando ti ha cercato la Fiorentina?

“Esatto, quell’anno ho fatto un torneo e poi un provino. Un’amichevole contro i pari eta’ viola, nel quale i dirigenti mi hanno voluto fortemente. Capii che mi avrebbero preso quando la Fiorentina mi fece inviare per Natale una maglia ufficiale, la trovai sotto l’albero. Fu un modo meraviglioso di scoprirlo..”.

Hai sempre giocato fra i pali?

“No, devo dire che da bambino alternavo il ruolo di portiere con quello di attaccante. Spesso facevo un tempo ciascuno”.

Chi erano i tuoi modelli?

“Da italiano, non posso non dire Buffon. Il mio preferito però è sempre stato però Iker Casillas. Avevo anche la somiglianza fisica, in quanto non ero alto, anzi ero piuttosto basso. Fatto per cui ho avuto delle difficoltà ad impormi da subito. Poi a 13 anni ho fatto il salto anche sull’altezza”.

Chi sono stati gli allenatori che ti hanno cresciuto in viola?

“Ricordo con piacere Santoni, Biancalani. Danti, era un giovane che mi ha trasmesso tanto. E poi Misefori (dice di lui: “Un portiere completo. Calcia con entrambi i piedi, sfrontato nelle uscite),fino a Lupatelli e Betti”.

Hai citato Lupatelli, un portiere importante per la storia recente viola. Come ti sei trovato con lui?

“È un tipo a cui piace scherzare per smorzare la responsabilità che il ruolo richiede. Ti trasmette la serenità necessaria per digerire le pressioni. Grande preparatore..”.

Ci racconti l’anno in Primavera, il rigore parato a Kean?

“Mi ero preparato con ‘Lupo’, mi aveva detto di aspettarmi di tutto da uno come lui. Poi infatti mi ha fatto il cucchiaio, sono stato bravo e fortunato a rimanere fermo”.

Lì avete battuto la Juve, cosa avete provato?

“Soddisfazione incredibile, far fuori la Juve con la maglia viola indosso è il massimo. Tra l’altro c’erano un sacco di tifosi viola a seguirci a Reggio Emilia”.

I tifosi viola seguirono in massa il vostro sogno..

“Esattamente, nei giorni precedenti insieme ai miei compagni ricevemmo messaggi di persone che sarebbero salite a sostenerci. Tutto ciò ci ha dato una carica devastante”.

Poi con l’Inter non ci fu nulla da fare..

“Erano troppo forti per noi, tra l’altro in finale arrivammo dopo oltre un’ora di semifinale in 10 contro 11. La stanchezza non ci fece rendere al 100%. Resta il grande cammino”.

Chi sono i giovani di quella Primavera che faranno carriera?

“Ovvio dirti di Castrovilli, già si vedeva che avesse un passo diverso.
Ranieri, difensore pulito e forte. Sottil, uno che nei momenti clou non ti abbandona. Gori, mio caro amico che si farà conoscere sempre di più. Ad Arezzo ha già fatto centro 9 volte. Ma ancora può dare di più..”.

Quest’anno in viola hai conosciuto la nuova proprietà Commisso?

“Si devo dire non per ruffianeria, ma la famiglia, il figlio Joseph ci sono sempre e ci danno il massimo della vicinanza anche nelle questioni personali”.

Con quale compagno hai legato di più?

“Il capitano Pezzella, mi è stato molto vicino nel momento del ritorno dopo l’infortunio al ginocchio. Un trauma vissuto anche da lui alla mia età. Mi ha supportato e consigliato nei momenti in cui non riuscivo a riprendere sicurezza negli allenamenti. Un capitano vero”.

Come ti vedi tra un anno?

“Cercherò con tutto me stesso di rientrare nel gruppo viola, quello è il mio unico obiettivo. Se così non fosse mi farò ancora un anno nelle serie minori per crescere”.

Che consiglio daresti ad un giovane che decide di inseguire il sogno di calciatore professionista?

“Voglio dire di assecondare la passione, ogni cosa passa attraverso quello. Anche mangiare in 5 minuti per prendere la corriera che ti porterà all’allenamento. Dico di porsi sempre un obiettivo, gli ostacoli non mancheranno. Ma sarà l’obiettivo a darti la motivazione..”.

 

 

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