“Non farò un passo indietro, ma di lato”. Diego Della Valle, 63 anni, presidente e ceo del gruppo Tod’s ha risposto così, durante l’investor day ieri a Milano, agli analisti finanziari che gli chiedevano le conseguenze della nomina, annunciata a sorpresa lunedì, di Umberto Macchi di Cellere al vertice del marchio Tod’s, al posto di posto di Stefano Sincini, amministratore delegato per 33 anni.

Per il momento, però, l’imprenditore marchigiano, che con la famiglia controlla il 61,5% della società, resta ben saldo nel suo ruolo. Quella di Della Valle era soltanto “una battuta”, spiegano dall’azienda del lusso dopo che un’agenzia Reuters aveva rilanciato la frase, estrapolata dal contesto, ipotizzando un possibile cambiamento nella governance. “L’azienda si sta strutturando in un certo modo, arrivano nuovi manager. Ho una certa età, arriverà il giorno in cui farò un passo di lato”, ha spiegato Della Valle agli analisti in inglese. Il suo obiettivo? “Essere meno coinvolto nel day by day, per occuparsi delle strategie”. Forse come presidente. Ma un giorno, non oggi. Il resto, per Della Valle, sono “tutte fesserie”.

Perciò il ruolo di Umberto Macchi, ex manager di Bulgari, operativo da dicembre come direttore generale e poi come amministratore delegato dopo l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea degli azionisti in primavera, sarà quello di eseguire strategia per il brand di cui è responsabile. È la grande sfida di Tod’s, che ha chiuso i primi 9 mesi con un fatturato di gruppo in discesa del 4,7% a 722 milioni.

“Finora è mancata l’execution. Continuiamo a sentire progetti e strategie per accelerare l’ecommerce, ma il gruppo resta molto indietro, con ricavi intorno al 2-3% contro una media del settore di circa l’8%”, spiega un analista che ha partecipato all’investor day. Il ritardo è stato riconosciuto dai vertici del gruppo che, perciò, punta a essere più attivo nei digital media e nelle vendite online, sia dirette che in partnership.

Tra le strategie annunciate figura l’aumento delle collezioni, con la scelta di aggiornare i prodotti iconici grazie a maggiore innovazione e più forte creatività. Mentre sul fronte della distribuzione, si programmeranno meno aperture di punti vendita e più pop-up store ed eventi nei negozi.

Corriere della Sera

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