Di Livio fa battere il cuore viola: "Non me la sono sentita di voltare le spalle a Firenze"

L'ex capitano della Fiorentina ricorda la scelta di restare dopo il fallimento del 2002 e racconta il legame speciale con la città e la maglia viola

20 giugno 2026 22:30
Di Livio fa battere il cuore viola: "Non me la sono sentita di voltare le spalle a Firenze" -
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Tra le pagine più difficili e allo stesso tempo più emozionanti della storia recente della Fiorentina c'è anche la scelta di Angelo Di Livio di restare accanto al club nel momento più buio. L'ex centrocampista viola, intervistato da calciomercato.com è tornato su quella decisione che ancora oggi gli vale l'affetto incondizionato dei tifosi gigliati. Nel 2002, dopo il fallimento della società, Di Livio avrebbe potuto lasciare Firenze e proseguire la propria carriera altrove. Le offerte non mancavano, ma il "Soldatino" scelse una strada diversa.

"Ero in Nazionale, ma non me la sono sentita nel momento del bisogno di voltare le spalle a una piazza calorosa come quella di Firenze. Non ero più giovanissimo ma qualche proposta era arrivata, sono convinto che la scelta di rimanere sia stata la più giusta. Avevo ancora due anni di contratto, l'unico mio pensiero era quello di risalire".

Parole che spiegano perfettamente il motivo per cui Di Livio sia rimasto uno dei giocatori più amati dal popolo viola. In un momento drammatico per il club, l'ex centrocampista decise infatti di ripartire dalla C2, diventando uno dei simboli della rinascita della Fiorentina. Nel corso dell'intervista, Di Livio ha ricordato anche il suo arrivo a Firenze nel 1999, quando lasciò la Juventus dopo una lunga esperienza ricca di successi.

"Non è che non volessi andare a Firenze, mi dispiaceva lasciare la Juventus. Ma quando l'allenatore del cuore come Trapattoni mi ha chiesto di dargli una mano per fare il preliminare di Champions ho accettato".

Un'avventura che avrebbe poi creato un legame profondo tra Di Livio, la città e i tifosi. Un rapporto costruito sul campo, ma soprattutto consolidato dalla scelta di restare quando tutto sembrava crollare. A distanza di oltre vent'anni, queste parole confermano ancora una volta perché il "Soldatino" occupi un posto speciale nella memoria e nel cuore del popolo viola.