Della Rocca: "A Firenze sono arrivato da infortunato, la squadra era forte e potevo fare di più"
L'ex giocatore di Fiorentina e Bologna ha parlato dell'esperienza in viola
È durata appena pochi mesi l'avventura di Francesco Della Rocca con la maglia della Fiorentina, caratterizzata da una sola presenza ufficiale in Coppa Italia nella stagione 2012-2013. Ai microfoni del podcast Pro Football, l'ex centrocampista ha aperto il cassetto dei ricordi, regalando spaccati esilaranti della vita di spogliatoio e ripercorrendo i motivi che gli hanno impedito di lasciare il segno in maglia viola.
Lo spogliatoio: le peripezie di Lupatelli e le abitudini di Viviano I ricordi più divertenti dell'esperienza gigliata sono legati a due personaggi simbolo di quel gruppo: Cristiano Lupatelli ed Emiliano Viviano.
«Lupatelli alla Fiorentina è forse il giocatore più divertente e simpatico con cui abbia mai giocato, un personaggio incredibile. Negli spogliatoi faceva di tutto: il finto DJ, faceva persino i piegamenti sul fuoco bruciandosi il petto», ha raccontato Della Rocca. Non meno colorata la convivenza in camera con il portiere tifoso viola: «Viviano poi, un altro matto: feci il ritiro con loro in camera e fumavano, cosa che a me faceva schifo, mi sono preso tanto di quel fumo passivo... Vivio è un logorroico, parla e sa tutto lui. Nello spogliatoio alla lunga diventa pesante perché deve avere sempre ragione, ma infatti da opinionista ha trovato il lavoro perfetto per lui».
I rimpianti in campo: infortuni e una concorrenza stellare Se fuori dal campo non sono mancati i momenti di ilarità, la storia sul terreno di gioco è stata segnata da una sfortuna cronica. Arrivato a Firenze con un problema fisico irrisolto che si trascinava da tempo, il centrocampista ha dovuto saltare la preparazione estiva per poi finire sotto i ferri.
«Sono arrivato a Firenze infortunato e non ho mai giocato. Avevo un problema che mi portavo dietro da due stagioni, non si capiva se fosse pubalgia o altro. Sono rientrato a novembre dopo un intervento. La squadra era fortissima: sono convinto che se avessi avuto un minimo di spazio avrei fatto bene. Giocare di fianco a campioni come Borja Valero, Pizarro, Aquilani, Gonzalo Rodriguez, Cuadrado, Savic e Ljajic si sposava benissimo con le mie caratteristiche di palleggio, ma la concorrenza era talmente alta che non pretendevo di giocare».
L'addio a gennaio e la scelta di Siena La mancanza di spazio e la voglia di ritrovare il campo hanno poi portato alla separazione inevitabile nella finestra invernale di calciomercato, maturata in totale serenità con l'allora tecnico Vincenzo Montella.
«Con Montella il rapporto era ottimo, sincero e schietto. A gennaio abbiamo parlato e deciso che era giusto che andassi a giocare dove c'era richiesta, in particolare al Siena da Iachini. Alla fine in bianconero ho sempre giocato e abbiamo quasi fatto un miracolo nella lotta per non retrocedere».