Sulla partita glisserei.
Non c’è niente da aggiungere a quanto ho scritto nelle settimane, nei mesi scorsi.

Mi concentrerei di più sull’ “humusso” negativo.
Quella assurdità totale detta con la solita faccia di bronzo da un direttore che oramai di tecnico non ha più niente.

Spendendo una cifra che rasenta i 60 milioni di euro, Corvino ci vuol raccontare che qua non ci sono le basi per lavorare, perché “alcuni tifosi creano un clima difficile”.

Scemo io che pensavo che il problema fosse aver speso più di 20 milioni di euro tra Bruno Gaspar, Maxi Olivera, Vitor Hugo e Milenkovic.
Idiota io che confidavo in Benassi e invece sono stati 10 milioni completamenti gettati nel cesso.
Stupido io nel pensare che 18 milioni di € per Simeone fossero una cifra fuori dal mondo, per un ragazzotto senza fisico e dal discutibile fiuto del gol.

Sessanta milioni di euro e l’unico calciatore valido trovato è Pezzella, che per altro andrà riscattato e quindi non fa parte di quei sessanta già spesi.

E mai un “mea culpa” sui tantissimi errori commessi in questi ridicoli 18 mesi.
“Chiediamo scusa per la prestazione, ma abbiamo messo passione, impegno, stiamo preparando il futuro”…. Ma di che parliamo Pantaleo.

Tu sei stato richiamato qui non per le tue capacità calcistiche.
Tu sei stato richiamato solo perché il lavoro da svolgere a Firenze era di totale stampo finanziario.
Non vi era niente di calcistico. E tu oramai, non avendo più alcuna reale competenza calcistica eri l’uomo perfetto. E al tempo stesso era per te l’ultimo treno sul quale poter salire.

Nessun altra squadra di Serie A ti avrebbe offerto un lavoro, nessun altro professionista di calcio avrebbe voluto svolgere quel lavoro.

L’unica direzione è sempre stata solo quella, liberarsi di tutti gli ingaggi più pesanti, a prescindere dal bisogno tecnico o dall’importanza e del peso “umano” che avevano i calciatori da cedere. Per poi acquistare ragazzotti promessi dai soliti procuratori o di presunte belle speranze: gente che vuole poco di stipendio e che con poco o nulla mantiene il valore del proprio cartellino nella speranza di farlo aumentare, creando le basi per nuove future cessioni.

Questo è diventata oggi la Fiorentina: un gigantesco niente. Una rosa sempre più impoverita e lasciata a sé stessa, che a malapena sarà capace di arrivare tra le prime dieci di un campionato meno che mediocre, in uno stadio sempre più vuoto con una proprietà inesistente e nessuna prospettiva reale futura.

Ed il problema sono i tifosi che creano il clima difficile…

Pantaleo, rinuncia a quel rinnovo che hai ottenuto solo 6 mesi fa. A proposito, come mai fu esercitata quell’opzione da parte della Fiorentina, furono raggiunti obiettivi calcistici o finanziari?

Se non ci sono più le condizioni per lavorare, dimettiti, è tanto facile.
Sparisci dal mondo del calcio e goditi la pensione, dammi retta.

Dario “Ghebbe”

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