Giuseppe Corrado, che si accinge ad essere il nuovo proprietario del Pisa, vuole essere il “nuovo Romeo” (Anconetani, ovviamente) di Pisa. Perché amato dagli sportivi e dalla città e soprattutto perché starà sempre vicino alla squadra. Ne sarà il “padrone” ma nello stesso tempo farà anche il presidente e il direttore generale. E poi, ha un altro asso nella manica da giocare per catalizzare su di sé simpatia e stima della piazza. È un accanito anti-viola, tifando da una vita per la Juventus. Come tanti pisani, del resto. All’ombra della Torre, infatti, si è nerazzurri in primo luogo e, poi, contro la Fiorentina.

Dottor Corrado, cosa le hanno lasciato queste ultime ore a Pisa?

«Ho vissuto e ricevuto sensazioni che porterò per sempre nel cuore. Impossibile non farlo. Impossibile non tenerle custodite in modo indelebile nella mente. Non pensavo che già oggi (ieri per chi legge, ndr) venissi travolto da così tanto entusiasmo. Il dottor Andrea Madonna (presidente e amministratore delegato della casa di cura San Rossore, ndr) mi è venuto a prendere a casa a Forte dei Marmi e mi ha portato allo stadio, dove ero d’accordo con mister Gattuso che avrei incontrato lui e la squadra prima della seduta d’allenamento. Appena sceso dall’auto a pochi metri dall’ingresso, c’erano già parecchi tifosi e sono stato subito attorniato. Chi mi ha chiesto autografi, chi mi ha baciato, chi mi ha messo la sciarpa nerazzurra al collo. È stato bellissimo, in particolare per una persona molto sensibile come me. Ho potuto toccare con mano che si tratta di vero amore, non solo di passione».

Ma forse la sintonia tra lei e la piazza era nata prima…

«Sì, è proprio così. Da mesi moltissimi sportivi mi hanno trovato e raggiunto sui social network e sono successe cose che mi hanno addirittura commosso. La frase più ricorrente era “Mi raccomando, faccia di tutto. E di più”. Un altro mi ha scritto: “Lo faccia per mio figlio che è sulla carrozzella”. Un altro ancora: “Dia un futuro di speranza e gioia ai miei bambini”. Cose incredibili».

Sarà un padrone-padre, cioè abbastanza presente?

«Ho rassicurato Gattuso e i giocatori che mi vedranno molto spesso, quasi ogni giorno. Abito a Parma, ma da tempo mi considero un po’ versiliese d’adozione. Frequento Forte dei Marmi da ben 27 anni e da tre anni ho acquistato lì una casa. So di parlare con uno juventino come me, sa perché mi sono innamorato di Forte dei Marmi e poi alla fine l’ho sposata?».

Mi dica, sono curioso

«Perché è un’isola di anti-viola come me. Tanti anni fa mi ritrovai in una grande festa organizzata per la retrocessione in serie B della Fiorentina e quella sera Forte dei Marmi mi conquistò. Ed è proprio a Forte dei Marmi, con ogni probabilità, che porterò la squadra ad una cena pre-natalizia. Poi, chissà, andremo anche a fare quattro salti in discoteca…».

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