5 Marzo 2021 · 21:08
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Firenze

Conta la programmazione, non i soldi. Stadio alibi di fallimento, ma Napoli, Roma e Lazio non ce l’hanno

Foto di proprietà di ACF Fiorentina. Riproduzione vietata ©️

Lo diciamo e lo ripeteremo sempre, sulla vicenda stadio siamo totalmente dalla parta di Rocco Commisso, che ha ragione da vendere. Ok, adesso parliamo di calcio.

Era l’ultimo giorno di mercato e la Fiorentina provava a prendere disperatamente Milik facendo al giocatore polacco una super offerta che raramente nella storia della Fiorentina abbiamo visto con queste cifre. Ben 24 milioni offerti al Napoli e un contratto di cinque anni a 4 milioni netti a stagione. Per un totale, tra netto e lordo, di bene 40 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai 24 milioni per il cartellino. Totale, 64 milioni di euro per l’acquisto di un calciatore. Mai nella storia viola avevamo visto tali cifre.

Ecco, oggi alla Fiorentina non mancano i soldi, manca la programmazione. Perchè un colpo da 65 milioni di euro non lo fai l’ultimo giorno di mercato. Lo pensi, lo studi e lo programmi mesi e mesi prima. Oggi vale lo stesso per il Papu Gomez, la Fiorentina è l’unica squadra che può accontentare economicamente sia l’Atalanta che il calciatore, ma per ora, Gomez, nemmeno ci pensa a Firenze.

L’emblema della mancata programmazione sta nella cessione di Chiesa. Che voleva andare via lo sapevano anche i muri, che sarebbe andato alla Juventus lo sappiamo da anni, come mai non si è saputa fare una programmazione tecnica ed economica che partiva dalla sua cessione?

Nel 2012, dalla cessione di Nastasic, arrivarono i soldi capaci di apire un ciclo e portare a Firenze gente del calibro di Pizarro, Borja Valero, Cuadrado, Gonzalo, Savic. Insomma, cedere non è un problema, il problema è come vai a sostituire chi viene ceduto.

Nel calcio serve programmazione. Senza di questa si butteranno sempre soldi su soldi con risultati delundenti. Oggi quelli della Fiorentina sono fallimentari.

La questione stadio, su cui lo ripetiamo, la Fiorentina ha ragione da vendere, non può e non deve essere alibi di fallimenti tecnici. Vero che senza stadio non saremo mai un club d’elite del calcio italiano ed europeo, ma è anche vero che per far calcio in maniera seria e vincente non c’è bisogno dello stadio nuovo. Lazio, Roma e Napoli ogni anno lottano per i primi posti e giocano ad anni alterni la Champions League, senza stadio di proprietà.

Rivoluzione. Tecnica e societaria.

Flavio Ognissanti

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