Non sono andato a Moena. Stavolta non sono andato e non ci andrò. Correttezza vuole che lo dica. Quindi, tutto ciò che sto per scrivere, che sto per raccontare, l’ho visto per televisione. O meglio… l’ho vissuto via web. Su Violachannel e/o sui media preposti. Che, lo ammetto, non è come averlo vissuto dal campo. Ma, con un po’ di fantasia… quasi lo è. Quindi sono a raccontarvi le prime impressioni, le prime sensazioni, che (mi vanto di questo) dopo anni di giornalismo, di tifo, di partecipazione alla curva, ho la presunzione abbiano un fondo di verità. Insomma, se dico che, contro l’US Borgo, ho visto una Fiorentina fisica, tosta, massiccia, allo stesso tempo tecnica, organizzata, quadrata… ho la presunzione di essere ascoltato. Quantomeno, di essere valutato. Dunque come dicevo, la Fiorentina che ha affrontato la seconda amichevole stagionale, mi è sembrata una squadra piazzata, tosta quanto basta. Che non significa già preparata, non significa già pronta. Significa predisposta, da un certo punto di vista. Quello della forza, della resistenza, della preparazione mentale. Tre fattori basilari, fondamentali, propedeutici. 

Ma andiamo con ordine. Saranno state le magliette aderenti, sarà stato Dabo al posto di Badelj, sarà stato Lafont al posto di Sportiello, sarà stata l’assenza di Gaspar (non a caso detto “il fantino”), sara’ stato Hancko, Vlahovic, saranno stati gli avversari (dilettanti) nettamente più minuti rispetto ai nostri. Sarà stato il pensiero futuribile di Milenkovic, che torna dal mondiale… Ma la Fiorentina 2018-2019 è apparsa grossa, resistente, massiccia. Impermeabile alle bombe d’acqua, alle intemperie, alle avversità della vita. Umane e sportive. Vedendola in campo, la Fiorentina si fa rispettare. A differenza della scorsa stagione. La Fiorentina 2018-2019 non è da scudetto (ci mancherebbe), non è da Champions (ci mancherebbe ancora). Ma è da Europa League. Non solo da qualificazione, è da Europa League. Punto. E chi non è d’accordo, vuol dire che non l’ha vista. Che non è obiettivo,che non è pronto per giudicarla.

Analizziamo insieme l’undici di partenza: Alban Lafont, 193 cm. E già cominciamo bene. Bravo con i piedi, reattivo tra i pali, giovane, esplosivo… Ok. Se tecnicamente sarà all’altezza, lo scopriremo solo giocando. Da dx a sx: Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi: altezza media 190 cm. Quattro certezze. Andiamo avanti. Centrocampo: Benassi, Veretout, Dabo. Ancora 185 cm di altezza media, superiore a qualsiasi altra squadra italiana. Attacco: Simeone, Eysseric, Saponara, Chiesa, Vlahovic. Per non dire di Pasalic e Piaja. Ancora 185 cm di media. O poco meno. Quello che serve ad una formazione di serie A. Al di là del valore tecnico, stiamo parlando di fisico, di prestanza atletica. Allora qual è il problema? Che la Fiorentina non è all’altezza? Oppure è all’altezza, ma qualcuno (per qualche motivo) non la vuol considerare tale?

Considerazione finale: dateci retta, la Fiorentina è fatta. O quasi. Quantomeno è fatta per il preliminare di Europa League. Questo, ad uso e consumo dei tifosi. Non dei clienti. Loro vivono su un’altra dimensione. La Fiorentina, fisicamente è pronta. Poi potrà migliorare, dovrà migliorare, tre competizioni sono dure e lunghe da affrontare. Manca ancora qualcosa. Più di qualcosa. Ma a noi, per ora, sta piacendo. E quello che conta, è il presente. Ai posteri, meglio se obiettivi, l’ardua sentenza.

Comments

comments