Federico Chiesa ha parlato a Tuttosport questa la sua intervista al quotidiano di Torino:

“Ho debuttato in A da titolare allo Stadium contro la Juventus e da quel giorno è cambiata la mia vita. A parte il risultato (la mia Fiorentina perse 2-1) non lo dimenticherò mai. E da allora nulla è stato più come prima.

E’ stato da brividi, perché lo Stadium mette davvero paura. Figurarsi a chi come me era sotto choc. Non mi aspettavo proprio di giocare Figurarsi che l’avevo acquistato Dani Alves per il gioco Fifa alla playstation. E Chiellini a fine gara mi regalò la maglia. Lui però non volle la mia: ‘Conservala tu perché è quella del debutto’ mi disse. E infatti me la sono tenuta stretta. Mi colpì vedere da vicino i giocatori della Juve, la loro concentrazione. E infatti i risultati parlano da soli. Io sono pazzo di Fiorentina ma va riconosciuto che la Juve è un esempio: per la mentalità e la fame di vincere.

Non è facile battere questa Juve però quest’anno alcune squadre ci sono riuscite. Prendete il Genoa: scese in campo come fosse la Juve, con la sua stessa cattiveria agonistica. Ecco, anche noi domani dovremmo fare altrettanto. Il pareggio un buon risultato considerando anche che noi dobbiamo iniziare la rincorsa. Però tutta Firenze vuole e ci chiede la vittoria e io e miei compagni faremo di tutto per accontentarla

Fino a pochi mesi fa mi confrontavo con i ragazzi della mia età, ora con uomini e campioni. All’inizio mi sentivo come in un deserto, ora mi sto abituando. Ma la strada è lunga. Ringrazio intanto Sousa, un maestro di vita oltre che di calcio. Io mi prendo il 30% ma per il 70% il merito è suo. Mi ha dato fiducia rischiando, io lavoro per farmi trovare sempre pronto.

I momenti più emozionanti ovviamente il debutto in A e il gol in Europa League a Baku, il primo e per unico da professionista. Ora voglio segnare anche in campionato. Banale dirlo ma sarebbe un sogno. Riuscirci contro Buffon che è ancora il numero uno sarebbe il massimo. Gigi e mio padre sono amici, hanno giocato assieme a Parma, lui veniva spesso a casa nostra.
Mio padre mi ha dato fin da subito tanti consigli utili per crescere come uomo e come giocatore. Però adesso a scendere in campo sono io, Federico Chiesa, non il figlio di Enrico.

Fra i colleghi giovani mi ha colpito innanzitutto Bernardeschi, un talento eccezionale con cui ho la fortuna di giocare. Poi Rugani, Locatelli e Donnarumma, che continuando così può arrivare a superare Buffon. Inoltre Barella del Cagliari.

Da piccolo ammiravo Kakà per le giocate devastanti e Paolo Maldini che da bandiera del Milan ha vinto tutto. Oggi ammiro Di Maria, emblema del calcio moderno: qualità e resistenza.

Firmerei subito per riuscirci ad avere a Firenze la carriera di Marchisio, e diventare, insieme o dopo a Bernardeschi il simbolo della Fiorentina e un domani anche capitano.

So che il calcio di oggi sta diventando sempre più un fatto economico, si pensi al mercato cinese. Non è facile resistere a certe offerte, a Kalinic dico di farlo e di restare con noi, però ci sono ancora giocatori che vivono il calcio come passione e amano legarsi per sempre ad una maglia. Io mi reputo fra questi. A me piacerebbe legare tutta la mia carriera alla Fiorentina” conclude Federico Chiesa.

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