Federico Chiesa, che a breve prenderà parte a campionato europeo con la nazionale under 21, ha rilasciato una lunga intervista al sito ufficiale della UEFA.

Di Francesco a Bologna, Simeone a Genova, Chiesa a Firenze… Che cosa significa essere figlio d’arte?
“Al paragone non si scampa. È una cosa che capita a tutti i figli d’arte e per me non è un peso, ma uno stimolo. Mio padre ha avuto un’ottima carriera e io vorrei fare altrettanto”.

Quest’anno molti giovani sono saliti alla ribalta nel campionato italiano, figli d’arte e non…
“Sono quelli che rappresenteranno l’ossatura della futura nazionale, gli eredi di Gianluigi Buffon, Fabio Cannavaro, Leonardo Bonucci e Claudio Marchisio. Il calcio italiano si sta muovendo in questa direzione”.

Chi ti ha impressionato maggiormente tra i tuoi compagni a Firenze nel tuo primo anno in Seria A?
“Federico Bernardeschi, Borja Valero e Milan Badelj sono fantastici dal punto di vista tecnico. E poi Nikola Kalinić, un vero bomber”.

Gli avversari che ti hanno colpito di più?
“Mauro Icardi dell’Inter. Contro di noi ha toccato tre palloni e ha segnato tre gol. Poi Leonardo Bonucci della Juventus, che nel tunnel prima della partita dava la carica a tutta la squadra”.

Il momento più bello della stagione?
“Il successo 2-1 contro la Juventus in casa”.

E quello più brutto?
“L’eliminazione contro il Borussia Mönchengladbach in UEFA Europa League”.

Quali sono le chance del’Italia a EURO Under 21?
“Noi andiamo in Polonia per giocarcela fino in fondo, per vincere il torneo”.

Germania, Spagna e Portogallo sono più forti dell’Italia?
“Sarà un torneo all’insegna dell’equilibrio, nel quale ogni minuto potrebbe fare la differenza. Servirà grande attenzione, perché basta poco per tornare a casa”.

Quali sono i giocatori da tenere d’occhio in Polonia?
“Kasper Dolberg, il centravanti dell’Ajax e della Danimarca. L’ho visto giocare, ha la mia stessa età e quest’anno ha segnato tantissimo. Poi Saúl Ñíguez della Spagna”.

Chi potrà fare la differenza per l’Italia?
“Il nostro è un gruppo molto forte a mio parere, ma se devo fare due nomi dico Domenico Berardi e Lorenzo Pellegrini”.

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