23 Ottobre 2020 · 01:25
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Cecchi Gori: “Si sono inventati a tavolino io mio fallimento. Adesso aspetto il risarcimento da 400 milioni per la Fiorentina”

Vittorio Cecchi Gori è stato uno dei produttori più importanti del cinema italiano, può lustrarsi di un Oscar per “La vita è bella” di Roberto Benigni nel 1999 e anche di una nomination per “Il postino” di Michael Radford e Massimo Troisi nel 1996.

Inoltre Cecchi Gori è stato anche il presidente della Fiorentina dal 1993 al 2002. Invidiatissimo per aver sposato la bellissima Rita Rusic, dalla quale si separerà nel 2000. Insomma un uomo potente e sulla cresta dell’onda che ha subito una brusca battuta d’arresto nel luglio del 2001, in seguito all’irruzione dei poliziotti in casa sua per una perquisizione, in seguito ad un avviso di garanzia per concorso in riciclaggio. Allora Vittorio Cecchi Gori era fidanzato con Valeria Marini.

Tutte le vicende personali e giudiziarie saranno raccolte e narrate nel docufilm “Cecchi Gori – Una famiglia italiana” di Simone Isola e Marco Spagnoli, che sarà presentato a ottobre alla Festa del Cinema di Roma.

“Mi hanno messo di mezzo, si sono inventati a tavolino il mio fallimento, hanno preso a pretesto una distrazione, una cazzata minore, per mandarmi all’aria”, spiega Vittorio Cecchi Gori in una intervista al settimanale Vanity Fair, ricordando i fatti di quella famosa notte, in cui dichiarò che quella trovata dai poliziotti non era cocaina, ma zafferano. Bugia. “Lo zafferano era una stronzata, ma quella droga è sempre stata un mistero. Le pare che sapendo di essere perquisito avrei lasciato cocaina nella cassaforte? Ce la misero apposta: calunnia, calunnia, qualcosa resterà. Poi la cocaina è una barzelletta, non fumo, non bevo, ho fatto sempre sport”.

E ancora sui problemi giudiziari l’ex produttore insiste: “Non so se in Italia esista qualcuno che sia stato più truffato di me (…) Una distrazione di fondi è una cazzata se parametrata a un gruppo enorme, che valeva una fortuna e dava lavoro a migliaia di persone. Poteva essere punita, come un debito da tre milioni per i quali me ne pignorarono centinaia, senza distruggere la Fiorentina, la Finmavi, la mia reputazione. Spero che il mio caso serva a rivedere l’intera legislazione sui fallimenti. Così com’è favorisce soltanto i predatori, gli approfittatori, gli avvoltoi (…) Ho una carriera che resta un patrimonio nazionale e aspetto ancora giustizia con fiducia. C’è un ricorso al Consiglio di Stato che per il “furto” delle tv, a fine anno, potrebbe farmi riavere 900 milioni di euro. Altri 400 pendono dal furto della Fiorentina. E ad avere la forza, potrei intraprendere molte altre cause. Ma ho 77 anni…”.

Ilfattoquotidiano.it

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