di Stefano Borgi

Il primo pensiero va a quei colleghi che (obtorto collo) lo hanno dovuto intervistare. Costretti a mendicare una frase, una dichiarazione. Non solo giovani (poco male), non solo ragazzi dei siti (come diceva Teotino), ma anche gente navigata, decani, vere e proprie istituzioni del giornalismo fiorentino. Onore a loro, io non avrei saputo fare altrettanto. Il secondo va a Mario Cecchi Gori: bei tempi, caro Mario, quando tu davi del bischero a Vittorio. Quando tu guidavi il gruppo ed il ragazzotto viziato ti veniva dietro (silente, guai se proferiva una parola), covando la rivincita. Il terzo va a quel maledetto 5 novembre 1993: Mario (ahinoi) se ne andava e lasciava campo libero all’istrionico erede, che in pochi anni avrebbe portato la Fiorentina (la nostra Fiorentina) alla distruzione. E quel che è peggio, ce lo aveva anche detto: “Vi faccio fare la fine del Bologna”. E così è stato. Per la par condicio non dimentichiamo le cose belle: due coppe Italia (1996 e 2001), una supercoppa italiana (1996), campioni come Batistuta, Laudrup, Effenberg, Rui Costa, Edmundo, Oliveira, e chi più ne ha… Allo stesso tempo la Fiorentina di Vittorio è retrocessa due volte in serie B, è fallita miseramente nel 2002. Fin qui la cronaca. Inconfutabile. Inoppugnabile. Dopo di che, caro Vittorio (eufemismo), non ti perdono perchè…

Non ti perdono perchè: hai ucciso la “mia” Fiorentina. Quella che ai miei tempi recitava: “Superchi, Galdiolo, Roggi…” Quella di mio padre: “Sarti, Magnini, Cervato…” Quella di mio nonno: “Amoretti, Gazzarri, Magli…” Hai ucciso la Fiorentina di Julinho e Montuori, la Fiorentina di Hamrin e Lojacono, la Fiorentina del secondo scudetto: “Superchi, Rogora, Mancin…” O forse ricordi meglio la Roma di: “Tancredi, Nela, Marangon…“ Quella di Falcao, dello scudetto per intenderci. Andiamo avanti: hai ucciso la Fiorentina di Liedholm, del primo Antognoni, di Radice, di Beatrice, Guerini, Della Martira, di Sella e di Pagliari. E poi Bertoni, Pecci, Graziani, la Fiorentina del “meglio secondi che ladri”, di Socrates, Baggio, Dunga, di Eriksson e Borgonovo. Pensa Vittorio, hai ucciso anche la “tua” Fiorentina: quella di Batistuta… A cosa serve se poi, per sfortuna, casualità, incompetenza… sotterri tutto? Se poi, solo per una stolida mania di protagonismo, azzeri tutto? Pensi di salvarti la coscienza con striscioni tipo: “Batistuta è incedibile, firmato il presidente?” Forse per qualcuno, finchè la tifoseria ti viene dietro. Ma poi… Tralascio gli ultimi mesi di gestione, tra bonifici, fidejussioni, banche straniere ed intermediari vari, che gridano vendetta. E non solo…

Caro Vittorio, non ti perdono perchè… con i tuoi atteggiamenti, mi hai fatto vergognare. Pensa che, oggi qualche sedicente tifoso si lamenta della compostezza, della signorilità dei Della Valle. Io, invece, mi vergognavo del contrario: quando, trattenuto per la giacchetta da tua madre, salivi in balaustra e ti mostravi (pancia al vento) a miracol mostrare. Quando presenziavi al “Processo di Biscardi” e sproloquiavi congiuntivi. Quando in diretta televisiva cacciasti Radice e (nel contempo) firmavi la condanna a morte della Fiorentina. Quando la Gialappa’s ti dedicava intere puntate, inebriati dal tuo eloquio e dalla tua profondità (!) concettuale. Pensa un po’, la terra di Dante, di Michelangelo, di Machiavelli, di… Antognoni, rappresentata da un giullare ebbro di prosopopea e vanagloria, ammirato ed idolatrato da tutto un popolo. Solo perchè, con i soldi di tuo padre, avevi comprato Batistuta e Rui Costa. Ed oggi, al contrario, vale più una frase (“se non lo conoscete è un problema vostro”), un epiteto (“per me i tifosi viola sono come dei clienti”), una definizione (“Cuadrado è il regalo per Firenze”), di una rosa competitiva che contempla tre nazionali italiani, due argentini, uno colombiano, uno serbo, uno belga, uno croato… Pensa come sono cambiati i tempi, pensa com’è ingrato il mondo…

Caro Vittorio, infine, non ti perdono perchè… per tutta la stagione 2001-2002 mi hai costretto a NON vedere la Fiorentina. Io dal 4 aprile 1976 (Fiorentina-Como 4-1, poi 0-2 a tavolino) non mi perdevo una gara casalinga della Fiorentina. Ed invece, per tutto quel campionato, non feci l’abbonamento e le saltai tutte. Un intero anno senza Fiorentina. Certo della fine che avremmo fatto. Ed io ti dovrei perdonare? Ma mai nella vita. Anzi, fosse stato per me, non ti avrei concesso neppure lo stadio per girare il documentario, il docufilm, o quel che caspita devi girare… Fosse stato per me, tu, su quel campo non ci saresti andato. Ma purtroppo… Però mi chiedo, c’è ancora chi investe su di te? C’è ancora chi crede che il personaggio Vittorio Cecchi Gori funzioni? Incredibile. Davvero incredibile…

Va beh, chiudiamola qui. Caro Vittorio, ti auguro buon proseguimento (il male, mi hanno insegnato da piccolo, non si augura a nessuno) allo stesso tempo spero di non vederti mai più. Nella vita, lo sai, ci sono due cose certe: la madre e la squadra di calcio. Tu hai provato a togliermi una di queste. Per fortuna non ci sei riuscito, ma ci hai provato… E questo mi basta, e avanza.