di Paolo Lazzari

Caro Pantaleo,

in questa lunga finestra di mercato ti sei mosso discretamente, non dico di no. Certo, eravamo partiti con il freno a mano inserito, ma poi hai saputo come riprenderti, disimpegnandoti egregiamente pur rimanendo costretto al lazo di una cassa che deve sempre far tornare i conti. Sono arrivati giocatori pronti a colmare gli slot lasciati liberi – come Ceccherini – ed altri che potrebbero davvero alzare l’asticella – Lafont, Pjaca e Gerson su tutti.

Però manca qualcosa, ecco. Qualcosa di veramente importante. Tipo qualcuno che possa sostituire degnamente Milan Badelj. Un metronomo, un regista, uno che sa ricevere abbassandosi, alzare la testa e impostare. Potrà farlo Veretout, si è detto. Vero: il francese ha nel suo bagaglio tecnico anche questa opportunità. Ma francamente in quella posizione sarebbe sprecato: le sue proiezioni offensive, nella scorsa stagione, sono state un valore aggiunto che verrebbe a mancare abbassandolo. Potrà farlo l’ultimo arrivato Edimilson? Chissà. E’ probabilmente il più duttile della compagnia, ma nemmeno lui nasce regista. Norgaard? Magari stupirà tutti, ma anche in questo caso non parliamo del tipico prospetto che fa girare la squadra.

Così, giunti in prossimità del gong, al fatidico 17 agosto, la viola è priva di un profilo ineludibile per qualunque squadra intenda coltivare ambizioni europee. Anche l’eventuale qualità immessa da Gerson, come mezz’ala, non varrebbe a compensare questa assenza. Arriverà una corvinata last minute? Difficile pensarlo. Nel frattempo attendiamo, consapevoli che senza un nuovo Badelj, inevitabilmente, il gioco della Fiorentina – in uscita palla, ma non soltanto – risulterà più macchinoso e confusionario.

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