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Caliendo nei guai, dichiarava 5 mila euro al mese ma ne guadagnava 6 milioni, confiscate case e beni
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Caliendo nei guai, dichiarava 5 mila euro al mese ma ne guadagnava 6 milioni, confiscate case e beni

Redazione

17 Maggio · 23:18

Aggiornamento: 17 Maggio 2022 · 23:19

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Case e uffici nel Principato di Monaco per quasi 7 milioni di euro sono stati sequestrati in via preventiva all’ex patron del Modena calcio, il 77enne napoletano Antonio Caliendo. Ieri mattina la Guardia di Finanza ha eseguito il decreto disposto dal giudice, emesso alla fine di un’inchiesta della Procura di Modena che va avanti da anni. Che le Fiamme Gialle avessero messo gli occhi su Montecarlo – dove Caliendo è residente ormai da tempo – era noto.

Ma per gli inquirenti quell’indirizzo vip è fittizio “avendo l’indagato conservato in Italia un rilevante centro di interessi economici, familiari e sentimentali”. Insomma, per i finanzieri la sua vera vita sarebbe qui. E qui avrebbe dovuto pagare le tasse tra il 2009 e il 2017 – il lasso di tempo su cui si è concentrata l’inchiesta – ovvero negli anni in cui era presidente dei gialloblu.

Caliendo è indagato per reati fiscali, in particolare omessa dichiarazione di Iva e imposte dirette, oltre che di autoriciclaggio: “All’esito degli accertamenti svolti dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena – fa sapere la Procura – sono stati contestati redditi maggiori per oltre 13 milioni di euro, a fronte di redditi dichiarati sempre inferiori ai 5mila euro annui”. In pratica per il fisco Caliendo faceva la fame ma in realtà avrebbe evaso, sempre secondo l’inchiesta, oltre 1,8 milioni di euro tramite un’articolata struttura societaria finalizzata a schermare i proventi percepiti, intestata a società prestanome e con sede in Lussemburgo e nel Principato di Monaco al solo scopo di evadere le tasse.

A tutto ciò si aggiungono circa 5 milioni di euro riconducibili all’altro reato di cui il ’re dei procuratori’ di calcio è accusato: riciclaggio. Secondo gli atti, “l’indagato faceva ricorso a strutture societarie fittizie e conti esteri per celare la provenienza illecita dei suoi capitali, dirottando fondi per l’acquisto di una società sportiva nazionale”, ovvero il Modena calcio. Insomma, avrebbe comprato e finanziato il Modena con fondi illeciti.

Le successive indagini patrimoniali effettuate dalle Fiamme gialle modenesi hanno consentito di individuare all’estero disponibilità immobiliari di ingente valore, che sono state sequestrate con la collaborazione delle autorità monegasche. Attraverso rogatoria internazionale, la Finanza ha quindi messo a segno a Montecarlo un sequestro per equivalente per un importo di oltre 6,7 milioni di euro. Presto Caliendo riceverà l’avviso di chiusura indagine e si profila per lui la richiesta di rinvio a giudizio davanti al tribunale di Modena. Lo scrive il Resto del Carlino

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