Bucciantini: "Vanoli non sarebbe mai dovuto andare via, la panchina della Fiorentina era sua"

Il giornalista ha parlato del ritorno in sella di Paolo Vanoli

08 settembre 2026 17:18
Bucciantini: "Vanoli non sarebbe mai dovuto andare via, la panchina della Fiorentina era sua" -
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Marco Bucciantini, noto giornalista, opinionista di Sky Sport e caloroso sostenitore viola, ha espresso la sua analisi ai microfoni di Radio Sportiva per fare il punto sulla delicata situazione in casa Fiorentina. Al centro del suo intervento, le dinamiche che hanno condotto all'esonero di Fabio Grosso e le prospettive legate al ritorno in panchina di Paolo Vanoli.

Le cause dell'esonero e i problemi della squadra "Ci troviamo di fronte a una situazione complessa, perché l'allontanamento non è legato ai risultati sul campo. Alla base c'è stato un elemento scatenante diverso: una spaccatura, una visione contrastante sulla gestione delle responsabilità. In caso contrario, il cambio in panchina sarebbe avvenuto ben prima. Ciò premesso, i problemi attuali dei viola sono molteplici. Non va dimenticato che serve pazienza per un gruppo che ha confermato appena due o tre elementi dell'undici di partenza della scorsa stagione.

Ci sono tantissimi volti nuovi che hanno cominciato a giocare insieme solo di recente, e l'intero reparto offensivo è stato ingaggiato nei giorni conclusivi della sessione estiva. Tutti elementi che offrono una spiegazione ai punti attuali. Ciò che davvero faceva difetto, tuttavia, era un'identità precisa: non si intuiva la direzione verso cui Grosso intendesse guidare la rosa. Con ogni probabilità si sono verificate divergenze anche riguardo alle cessioni e alle conferme, penso a profili come Kean e Mandragora che garantiscono reti. Ritengo si siano sommati diversi fattori capaci di alimentare un livello di aspettative sproporzionato".

Il rientro in panchina di Vanoli "Si assiste infine al rientro di Vanoli, un profilo che a mio parere non avrebbe mai dovuto lasciare Firenze. Non s'erano verificate rotture insanabili, si trattava semplicemente di riconoscergli il giusto valore: non andava sollevato dall'incarico in quella maniera. Ora gli è stata riaffidata la guida, ma l'intera dinamica assume contorni paradossali. Questo gruppo corre dei pericoli, cosa del tutto inaccettabile dopo le traversie dell'ultima annata. Sotto l'aspetto qualitativo la rosa ha un grande potenziale. Adesso occorre un'impostazione tattica capace di unire il gruppo, mettendo da parte le scuse. L'assenza di un mediano puro? Il problema non è quello. Realtà come Como e Inter ne fanno a meno perché vantano meccanismi rodati dal tempo. Sul terreno di gioco, però, occorre un atteggiamento caratteriale diverso. I momenti conclusivi dei match pretendono un'altra determinazione e personalità. È stato fin troppo semplice allontanare Grosso dopo che la tifoseria lo aveva già scaricato, non riscontrando il giusto piglio in campo".