Bressan: "Mai avrei pensato di vedere 25 anni senza trofei, i tifosi meritano di vincere ora di nuovo"

L'ex giocatore viola del 2001 ha ricordato il trionfo in Coppa Italia

13 giugno 2026 14:58
Bressan: "Mai avrei pensato di vedere 25 anni senza trofei, i tifosi meritano di vincere ora di nuovo" -
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A un quarto di secolo di distanza dall'ultimo successo della Fiorentina, la storica Coppa Italia sollevata nel 2001, l'ex centrocampista Mauro Bressan è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per riavvolgere il nastro dei ricordi e analizzare il presente del club toscano, dichiarando: "A essere del tutto onesto, non avrei mai immaginato che il club sarebbe rimasto a secco di vittorie per ben venticinque anni. C'è da dire che la sfortuna ha giocato un ruolo determinante in questo periodo: la Fiorentina è riuscita a raggiungere diverse finali, ma purtroppo le è sempre mancato l'ultimo guizzo per conquistare la coppa. Spero costantemente che questo digiuno possa interrompersi il prima possibile, anche se all'inizio di ogni stagione ci ritroviamo inevitabilmente a fare le medesime considerazioni, augurandoci che sia la volta buona”.

L'ex mediano ha poi sottolineato il valore speciale che avrebbe un trionfo per l'ambiente fiorentino: “Il pubblico fiorentino ha vissuto troppi anni di astinenza e, proprio per questa ragione, più di chiunque altro avrebbe il diritto di celebrare un successo. Questa situazione trasmette un grande insegnamento: in piazze meno abituate al trionfo rispetto alle grandi metropoli del calcio, un traguardo tagliato non dovrebbe essere celebrato per ventiquattro ore soltanto, ma meriterebbe festeggiamenti lunghi una settimana intera”.

Il discorso si è poi spostato sulle forti emozioni vissute in quella doppia sfida del 2001 contro il Parma: “Porto dentro di me un'immagine incancellabile di quei momenti, che abbraccia l'intero doppio confronto e non soltanto la sfida decisiva al Franchi. Nella mia mente quelle due partite è come se si fossero disputate a distanza di un giorno, tanto è stata forte l'intensità emotiva. Ricordo il blitz a Parma firmato dalla rete di Paolo Vanoli e poi la grande resistenza nella gara di ritorno, dato che i ducali mettevano in campo una rosa di altissimo livello, fino al boato liberatorio. La prima cosa che mi balza agli occhi se ci ripenso è il caos della festa dopo il triplice fischio, con un'autentica invasione di campo pacifica da parte della tifoseria. Anche dentro lo spogliatoio l'atmosfera è stata memorabile, sono istanti che ti restano stampati dentro per sempre, soprattutto per chi nella propria carriera non ha avuto molte occasioni di vincere. Immagino che per compagni di squadra come Torricelli o Di Livio, abituati a palcoscenici ben diversi, quel trofeo abbia avuto un sapore differente”.

Bressan ha inoltre condiviso un aneddoto privato molto toccante legato a quella serata: “Il risvolto più intimo e speciale di quel trionfo è legato a mio padre. Avendo lui una fortissima passione per la Fiorentina fin dagli anni Cinquanta, vedermi scendere in campo con quei colori rappresentava già un traguardo enorme, ma l'averlo reso orgoglioso sollevando una coppa credo gli abbia regalato un'emozione impossibile da descrivere a parole”.

Infine, l'ex calciatore ha voluto dedicare un pensiero a Paolo Vanoli, spendendo parole di stima per il suo percorso: “Mi dispiace sinceramente per come si è conclusa la sua avventura, anche se comprendo perfettamente che le società debbano fare le proprie valutazioni strategiche. Paolo ha avuto il merito di trasmettere alla squadra principi solidi come la grinta e la determinazione, compiendo un percorso straordinario che lo manterrà per sempre nella memoria del club. Sono convinto che se avesse avuto la possibilità di muoversi sul mercato seguendo le sei idee, avrebbe proposto una filosofia di gioco propositiva e ben definita. D'altronde, nell'ultimo periodo la priorità assoluta non era l'estetica, ma badare al sodo”.