Cosa ci racconta la partita contro la Lazio?

Ci racconta che la Fiorentina non può permettersi tutto quel turnover, va bene la difesa, va bene il cambio Babacar-Simeone ma non va bene tutto il resto. Sanchez regista è un ossimoro, non è proprio per lui. Il calciatore colombiano ha altre caratteristiche, schierarlo regista vuol dire ammazzare sul nascere tutte le azioni offensive che partono dal centrocampo. Ripetiamo, Sanchez ha altre caratteristiche, lui può giocare in un centrocampo a due, con compiti di interdizione e deve spezzare il gioco avversario.

Altra nota negativa è Saponara. Schierato titolare sono emersi i motivi per i quali è sempre in panchina. Il trequartista deve cambiare passo, testa e condizione se vuole tornare quello che tutta Italia e non solo ha apprezzato quando era all’Empoli. In questo momento Eysseric è di gran lunga superiore a lui.

Una nota positiva è il 3-5-2, la squadra sembra giocar meglio con questo modulo, c’è più velocità e più gioco. La nota negativa però è l’attacco. E attenzione, non è colpa di Babacar o Simeone, come visto mettere uno o l’altro cambia poco. Il problema sono gli schemi offensivi che latitano. La Fiorentina non tira in porta. Se non fosse per un’invenzione di Chiesa il portiere della Lazio se ne tornava a casa ieri senza aver mai sporcato i guanti.

Questo deve far riflettere. Eppure la squadra viola nel secondo tempo ha giocato, ha preso in mano la gara, ha prodotto. Ma non ha mai messo in condizione nè Baba e nè Simeone di tirare in porta.

Altra nota positiva arriva dalla difesa, Dragowski, Vitor Hugo e Milenkovic sono tre giocatori all’altezza della situazione. E per i due difensori dopo la perfetta prova di Cagliari è arrivata un’altra prova positiva. Anche a livello difensivo il 3-5-2 sembra essere una garanzia, la suqadra sa difendersi e gli interpreti sono in forma.

Male Benassi, ormai siamo a fine dicembre e Marco Benassi si sta rivelando un giocatore discreto, nè più nè meno. Non è un giocatore di fascia, non è un trequartista, tecnicamente deve lavorare tanto e come interno di centrocampo si limita al compitino. Resta positivo il suo score realizzativo, ma sul resto bisogna lavorarci e tanto.

Comunque la squadra c’è, invece qualche elemento merita di andare via. Stiamo parlando di Hagi, Olivera, Cristoforo, e non solo. Per il bene dello loro crescita personale e per quello che ci sarà da qui a maggio, una partita ogni sette giorni, ci sarà spazio per pochi, se possibile, sempre i migliori.

 

Flavio Ognissanti

 

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