A Sky Sport ha parlato Gabriel Omar Batistuta, queste le sue parole:

“Sto imparando il mestiere di allenatore ma solo per imparare e sapere più cose, il prossimo anno a Coverciano mi aspettano per il master. Se inizierò ad allenare non credo inizierò subito.

Il film? Io ho accettato velocemente perchè voglio portare una speranza ai ragazzi argentini che abitano nella mia regione, una regione dimenticata dell’Argentina. Una delle condizioni che ho chiesto per il film è stata che si raccontasse e si parlasse di me stesso. Non di cio che pensano i tifosi, gli allenatori e di guardare i gol che ho fatti. L’idea di questo docufilm è raccontare la mia storia.

La prima città italiana vista è stata Roma, subito dopo siamo venuti a Firenze per vedere la partita tra Fiorentina e Roma, le squadre che poi ho avuto la fortuna di vivere da dentro, erano due squadre nel mio destino. Anche se io credo poco a queste cose.

Cosa rappresenta Firenze per me? Ora sto bene a Firenze, molto meglio di quanto giocavo. Ero un professionista e il mio primo desiderio era quello di ben rappresentare la società. Anche quando andavo in nazionale mi sentivo sempre un fiorentino. La città mi è sempre piaciuta, ho capito finalmente i fiorentini, che non sono facili da capire. Girare in centro? Da giocatore era più difficile perchè facevano tante domande sul calcio giocato, adesso invece mi salutano e gridano il mio nome. Da giocatore non ho vissuto la città come avrei voluto. Adesso sto restituendo tanto affetto, sono più rilassato. Quando sono andato via da Firenze avevo passato metà della mia vita qui, Firenze è sempre casa mia..

Bomber argentini? Prima puntavo su Higuain, adesso però ha fatto 3 mondiali, ora viene il tempo di Icardi, Dybala e Simeone. Sono ragazzi seri e vogliosi di migliorarsi”