Ormai la decisione è presa: avanti con Stefano Pioli. Sempre e comunque. Volete la nostra? Non siamo d’accordo. La città non è d’accordo. Una parte della Fiorentina non è d’accordo. Donadoni, Papadopulo, Guidolin, Reja, Colantuono… tutti nomi papabili, spendibili. Basta non fosse Stefano Pioli. L’altra parte, facente capo a Mario Cognigni, ha detto: Pioli è il nostro allenatore e lo sarà fino al termine. Qualunque sia il risultato. Alla fine di tutto, però, resta il risultato sportivo: e nessuno è contento, nessuno è felice. Ma non si può fare altrimenti. I soldi sono questi, gli obiettivi sono questi, i risultati sono questi. Potevano essere migliori? Chissà, forse, pazienza: per ora sono questi. E tutto il resto, come cantava qualcuno… è noia.

  • PERCHE’ AVANTI CON PIOLI? Perchè lo vuole il gruppo, lo vogliono i senatori: Biraghi, Pezzella, Benassi, Vitor Hugo, Chiesa. Perchè lo vuole una parte della dirigenza: Diego della Valle, Cognigni, Panerai. Perchè lo vuole la stampa, prona e grata ad una persona che non lesina mai una frase, una parola, una dichiarazione. Perchè avanti senza Pioli? Perchè lo vorrebbe Corvino (Pioli era la sua terza scelta, dopo Di Francesco e Giampaolo), lo vorrebbe Andrea della Valle (una delle rare volte che i due sono d’accordo), lo vorrebbe Salica, lo vorrebbero i tifosi: depressi da una Fiorentina triste, spenta, prevedibile. Stefano Pioli come il tecnico della normalità, della mediocrità, del meglio un pareggio di una possibile sconfitta. Meglio un pareggio che rischiare la vittoria. Per poi (magari) perdere e pentirsi dell’eventuale sconfitta. Insomma… avanti con Pioli perchè Stefano ha già un contratto. Perchè Stefano non protesta, perchè Stefano non chiede niente in più di quello che gli viene dato. Perchè Stefano è bravo, buono e bello. No, bello… proprio no. Stefano è bravo e buono, basta così.

Nel pomeriggio di domenica 17, facciamo outing, abbiamo esultato per Cesare Prandelli. Si, non ce ne vogliano i detrattori: il gol alla Juve ci ha fatto godere come un gol della Fiorentina. Eh già, come scordare i trascorsi di Cesare sulla panchina viola? Come restare insensibili alla rivincita di un allenatore, di un uomo, di una persona sacrificata dal calcio nostrano sull’altare di Balotelli, che finalmente si prende la propria rivincita? Lungi da noi ricorrere a banalità e luoghi comuni, ma… vuoi mettere la rosa della Fiorentina attuale in mano a Cesare Prandelli? Vuoi mettere Laurini a destra, Hancko a sinistra, Pezzella e Vitor Hugo centrali. Veretout ed Edimilson centrocampisti, Biraghi e Benassi esterni, Chiesa e Muriel di punta? Vuoi mettere quest’undici, semplice, ovvio, logico, schierato con un banalissimo 4-4-2? E ancora: perchè cercare il 3 e mezzo (in memoria di Alonso), perchè cercare il regista a tutti i costi, se questo regista non ce l’hai? Perchè, infine, non copiare i maestri… Ranieri, Sacchi ed Ancelotti? Quattro difensori, quattro centrocampisti, due attaccanti. A prescindere dagli interpreti. Il 4-4-2 è una formula che funziona sempre, perchè non farla?

  • Per finire, la vicenda di Cagliari e del tifoso rossoblù deceduto. Lo diciamo subito: stiamo dalla parte dell’1926. Cioè dello zoccolo duro e puro della curva. Anzi, complimenti per il comunicato. Sinonimo di civiltà e responsabilità. Mai e poi mai i ragazzi dell’1926 avrebbero reagito così, solo si fossero resi conto dell’accaduto. MAI!!! Lo diciamo perchè li conosciamo, perchè sappiamo chi sono e come si comportano. Detto questo, il grido “devi morire” è quanto di peggio si possa proferire. Il male non si augura a nessuno, figurarsi la morte. Però, scagli la prima pietra chi è senza peccato. Quindi, giù le mani dai 250 eroi che sono andati a Cagliari: irrisi, vilipesi, derisi da 14 ragazzotti in maglia bianco-viola che “non” hanno giocato. Allo stesso tempo, ci rivolgiamo a quei 250: attenzione a ciò che dite, a ciò che fate. Il grido “devi morire” andava (forse) di moda un tempo. Oggi, con social, video e telecamere, risulta un’offesa. E dobbiamo ammetterlo, hanno ragione loro. Quindi, a buon intenditor…