Lunga intervista oggi, al Corriere Fiorentino, per Giancarlo Antognoni. Ecco i passaggi più salienti: “L’attuale stagione? Questa resta una squadra forte e importante. Certo è anche un gruppo che ha dato moltissimo e che dovrà essere rinnovato la prossima estate. Su questo Corvino e Freitas stanno già lavorando. Sousa? È un allenatore moderno. Ormai quel ruolo è cambiato molto, devi avere uno staff di fiducia notevole e l’allenatore diventa un coordinatore di tutti questi tecnici. Secondo me ha fatto bene, quest’anno il risultato sta condizionando il giudizio ma se guardiamo il campionato da Fiorentina-Juve in poi la squadra ha sbagliato tre partite: col Borussia, col Torino e col Genoa. In tre tempi abbiamo finito per rovinare tutta una stagione. La Fiorentina che verrà? Il prossimo allenatore, anche se la scelta non è di mia competenza, credo che sarà italiano. Per me la nostra resta la migliore scuola. Loro due hanno un fascino particolare perché sono nati calcisticamente qui. Chiesa lo conoscevo dalle convocazioni in Under 19, non è un ragazzino è già adulto nonostante la giovane età. Ha fatto un salto incredibile, non è da tutti esordire a Torino contro la Juventus e poi confermarsi con una stagione così. Berna ha tutto per essere il prossimo capitano, ed è giusto che abbia la numero 10 sulle spalle. Ha personalità e qualità. Un consiglio? Di restare ancora qui, perché può crescere ancora molto. Un giovane che mi ha impressionato? Castrovilli”.

E poi ancora: “Il rapporto tra tifo e società? Ho trovato molto scetticismo. Troppo. Io penso che un presidente con queste potenzialità sia difficile trovarlo in giro. Ai tifosi dico allora che farebbero bene a tenerselo stretto e non perché adesso sono qui.
Certo, qualche errore in passato è stato commesso e la presenza a Firenze potrebbe essere maggiore soprattutto per quanto riguarda Diego che ho visto una sola volta allo stadio a Milano. Però nella crescita di questo club mi pare che sia stato fatto il massimo, tenendo conto di quella che è la dimensione della Fiorentina. Qualcuno vorrebbe un trofeo, e la società ci è andata vicina più volte. Vincere però è un’altra cosa e in Italia ci non mi sembra che ci riescano in tanti. Poca passione? Andrea in tribuna non sta fermo un attimo. I tifosi hanno il diritto di protestare, ma certi striscioni non mi sono piaciuti”.

 

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