Amoruso: "Braschi non viene fatto giocare perché non è pronto, fosse all'altezza Vanoli lo metterebbe in campo"

L'ex difensore viola ha parlato dell'attaccante della Primavera della Fiorentina

28 aprile 2026 14:48
Amoruso: "Braschi non viene fatto giocare perché non è pronto, fosse all'altezza Vanoli lo metterebbe in campo" -
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A Radio Bruno è intervenuto Lorenzo Amoruso per parlare di Fiorentina: “Al termine di questa annata sarebbe ideale rivoluzionare il novanta per cento della squadra, anche se la realtà sarà diversa. Nel reparto arretrato ritroveremo senz'altro Pongracic e Ranieri, mentre vedo un Comuzzo che fatica anche nelle giocate più elementari; spero possa andare a mostrare le sue qualità altrove. Può starci anche la permanenza di Rugani per la sua dote di esperienza, ma è vitale inserire un difensore di alto profilo. Serve un elemento di personalità che guidi la linea e faccia crescere il livello complessivo della difesa. È normale che Rugani abbia avuto dei tentennamenti iniziali, ma se è rimasto per anni nell'organico della Juventus significa che possiede la mentalità adatta, e la Fiorentina deve cambiare marcia. Non si tratta di puntare obbligatoriamente alla Champions, ma di avere un atteggiamento più audace contro ogni avversario. Occorre qualcuno di sfrontato, capace di trascinare il gruppo.

Su Vanoli: "Allo stesso tempo, è difficile non mostrare riconoscenza verso Vanoli per il lavoro svolto, sebbene abbia avuto a disposizione quasi trenta gare e i rinforzi di gennaio. Ha commesso qualche errore, come l'insistere eccessivamente sulla retroguardia a tre, e ha dovuto gestire uno spogliatoio diviso. Auspicavo trovasse certe contromisure più rapidamente, ma in quella fase chiunque avrebbe ottenuto i medesimi risultati.

Su Braschi: "Non comprendo inoltre tutto questo fermento attorno a Braschi: ha vent'anni e milita ancora in Primavera. Se il mister non lo schiera è perché non lo ritiene pronto. La gente vuole i giovani, ma quale allenatore sarebbe così ottuso da non far giocare un talento cristallino se lo avesse in rosa? In un momento simile era rischioso lanciare un ragazzo: se le cose fossero andate male, le critiche sarebbero aumentate. I fenomeni sono ben altri e non dobbiamo sentirci in obbligo di farlo giocare per forza; non gli sarebbero cambiati la vita venti minuti di partita, anzi, Gudmundsson si è adattato bene nel ruolo di punta.”