Chi nasce tifoso della Fiorentina, automaticamente è contro la Juventus. Senza se e senza ma. Questione di DNA, di sensibilità, di cultura applicata allo sport. E poi lo dice la storia: lo scudetto del 1982, la coppa Uefa del 1990, la cessione di Baggio, solo per citare gli esempi più eclatanti. Fino al recente rigore di Veretout, 6 minuti col francese sul dischetto per poi inventarsi (l’arbitro) un fuorigioco inesistente. Ed azzerare tutto. E del resto, la giornata perfetta del tifoso viola è quando vince la Fiorentina e perde la Juventus.

Serve aggiungere altro? Però, c’è un però… Non sempre le gioie dell’una collimano con le disgrazie dell’altra. Sarebbe bello, ma spesso non è così. Ieri sera, ad esempio: Juve prima in classifica con un punto di vantaggio sul Napoli, partenopei in forte rimonta, il calendario che mette Inter-Juve a San Siro ed il Napoli (il giorno dopo) a Firenze. Secondo voi, qual’è l’equazione ideale? E’ logica, è matematica: chiudendo gli occhi e turandosi il naso, per avere una speranza di battere il Napoli, la Juventus deve battere l’Inter. Punto. Anche perchè se la Juve perde, il Napoli vincendo andrebbe in testa alla classifica.

A sole tre giornate dalla fine. Ma vi immaginate la squadra di Sarri, che arriva a Firenze con motivazioni incredibili, accompagnata da 10.000 tifosi che rappresentano (e non è una frase fatta) il dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo giocatore in campo? Una sorta di Davide contro Golia. E attenzione: non importa se tifare Juve (per una sera) a qualcuno fa senso. E non importa se qualcun altro si erge a censore e vi dice: ma tu non ricordi Cagliari? E Avellino? Ma non c’eri quel giorno in piazza Savonarola? Lasciate perdere. Stasera la Juventus, se qualcuno ha a cuore le sorti viola, doveva battere l’Inter e tornare a più 4 sul Napoli. E adesso, la vittoria dei bianconeri spinge la Fiorentina alla vittoria sul Napoli.

I latini dicevano: historia magistra vitae, e la storia vissuta ci dice che c’è un episodio analogo che da forza alle nostre teorie: 3 marzo 2018, Napoli a +4 sulla Juve, i bianconeri battono la Lazio (a Roma) con un gol di Dybala al 93′. A Napoli, in pochi secondi, passano dall’euforia alla disperazione. Da un +7 virtuale, ad un futuribile +1. Ed infatti, poche ore dopo il Napoli gioca al San Paolo contro la Roma, e perde per 4-2. Casi diversi? Forse… Fatto sta che il Napoli dimostra di non reggere l’urto. Allo stesso modo, la Juventus ieri sera batte l’Inter (negli ultimi minuti, come fece Dybala contro la Lazio), ed il Napoli passa dal primo posto in classifica (virtuale), ad un cronico, estenuante secondo. Ad inseguire, a rincorrere.

Insomma, oggi la Fiorentina (se qualcuno non se ne fosse accorto) ha un vantaggio: rientrano Sportiello e Pezzella, forse Badelj, sopratutto la bilancia mentale pende a favore. E come disse qualcuno: “Il potere logora chi non ce l’ha…”

Stefano Borgi