Qualche settimana fa, dopo numerosi colloqui fra gli advisors legali delle due parti (anche se Commisso avrebbe voluto conoscere personalmente Diego Della Valle senza però riuscirci), era stato firmato un accordo preliminare per la vendita (cifra intorno ai 170 milioni di euro) dal quale la società viola poteva uscire solamente per violazione di una clausola di segretezza.

Mentre chi poteva tirarsi indietro era proprio il padrone italo americano di Mediacom, colosso delle tv via cavo, non quotata a Wall Street e con un patrimonio di 4,5 miliardi di dollari. L’unico momento in cui l’affare ha subito un rallentamento è stato una settimana fa, quando Joe Barone, braccio destro di Commisso, si è palesato in tribuna Vip (biglietto però messo a disposizione dalla società) a Firenze per la partita contro il Genoa che valeva la salvezza. I Della Valle si erano irritati, appellandosi proprio alla segretezza violata.

Ma ora che il Cda ha ufficializzato l’esistenza della trattativa, nelle tre settimane (massimo) in cui dovrebbe concretizzarsi il cambio di proprietà nella sala dei bottoni del New Jersey si disegnerà il futuro sportivo. Certo il nome di Antognoni, sul resto occorre pazientare. Escluso il calabrese Mirabelli, che sarebbe stato comunque messo alla porta se la scorsa estate Rocco avesse acquistato il Milan.
Commisso è persona molto ambiziosa e l’anno passato, quando parlò informalmente al mondo rossonero, disse: «A me non piace solo partecipare». Significa che arriva in città per mettere qualche trofeo nella bacheca rimasta vuota per diciassette anni.

La Gazzetta dello Sport