Momento particolarmente delicato in casa viola, dove non è soltanto la disonorevole prestazione di ieri a sollevare polemiche di un certo spessore.

Il numero dieci viola Federico Bernardeschi ha trascorso gli interi novanta minuti di gara seduto in panchina al Barbera, pur essendo clinicamente pronto per scendere in campo.

Scelte forti e, mi sento di dire, anche fortemente errate da parte del tecnico Paulo Sousa, che nel finale ha preferito addirittura il baby Mlakar al talento di Carrara. Ovviamente ben venga la linea verde e le opportunità di mettersi in mostra, ma resta più che qualche domanda dopo certe preferenze, specialmente se coinvolgono un giocatore il cui valore è ben conosciuto da tutti.

Al contrario di quanto concerne il campo, il responsabile delle scelte può  essere uno soltanto. Resta difficile da spiegare il comportamento del portoghese, probabilmente anche per la società stessa, volta comunque a confermarlo fino alla fine della stagione.

I tifosi sono stanchi dei troppi, e spesso futili, stravolgimenti tattici. Servono certezze e serve stabilità per avere un’identità di squadra ben definita, è finito il tempo degli esperimenti e delle sorprese. La sconfitta di Palermo fra orrori tattici e strascichi di polemiche, lascia in eredità molto materiale sul quale lavorare e un esame di coscienza per tutti, nessuno escluso.

Andrea Bichi

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