Mercato viola: proviamo a dare i voti, settore per settore. Nessun intento cattedratico, per carità. Ognuno la vede come vuole e l’esercizio, ad inizio stagione, resta soltanto un giochino sulla carta. Partiamo dalla difesa, dunque, confrontandola con l’impianto di un anno fa.

Portiere. Oggi il titolare tra i pali è Marco Sportiello. Pioli ci guadagna? Sulla carta, appunto, sembrerebbe di sì. Perché se Tata, passato al Nantes, garantiva una continuità invidiabile di prestazioni (impreziosite anche da qualche paratissima), l’ex Atalanta sembra avere più verve nella guida del reparto e nelle uscite. E, in generale, lascia intuire potenzialità oggi ancora largamente inespresse, che lo fanno preferire al rumeno. Alle sue spalle Dragowski smania, ma se Sportiello farà bene sarà destinato a far panca ancora a lungo. Meglio oggi, comunque. 

Centrali: Via Gonzalo Rodriguez, il capitano. Che però, diciamocelo senza timore, nell’ultima stagione ha tutt’altro che incantato. Via anche l’oggetto misterioso De Maio. Avanti con la garra di Pezzella, tutti i dubbi che evoca Vitor Hugo e il potenziale crack Milenkovic. A guidare il reparto il nuovo capitano, Astori, che non ha iniziato benissimo, ma resta un pezzo affidabile. Al netto di entrate e uscite, meglio oggi.

Terzini. Nenad Tomovic al Chievo, Milic all’Olympiacos, via anche Salcedo: con tutto il bene del mondo ed il ringraziamento per la professionalità espressa, parlare di rimpianti e momenti epici vissuti insieme non si può. I rimpiazzi però fanno pensare: due giocatori retrocessi (Laurini e Biraghi) ed un Bruno Gaspar che fatica maledettamente a trovare le misure. Poi c’è Maxi Olivera, che non ha mai esaltato. Basterà? Bilancio sostanzialmente in pari, in questo reparto. 

Alla fine il voto è un 6 stiracchiato: sì, leggermente meglio di un anno fa, ma la soluzione all’atavico problema dei terzini (specialmente quello destro) appare sbrigativa e inadeguata, in attesa, magari, di essere smentiti.

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