6 Marzo 2021 · 15:16
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Vitor Hugo e i segreti della difesa viola. Le alternative sono un rebus ma la scelta di confermare tutti…

Guadarsi intorno e vedere facce note. Succede alla retroguardia viola visto che il mercato non ha intaccato il reparto a differenza delle novità in attacco, di un portiere diverso e della mezza rivoluzione del centrocampo. Il rodaggio già passato ha avuto effetti sull’apprendimento e la dimestichezza là dietro.

Per questo in estate si è scelto di riscattare Pezzella, facendone il nuovo capitano, resistere alle offerte milionarie per Milenkovic (soprattutto dall’Atletico Madrid), e puntare ancora sulla verve a sinistra di Biraghi. Sempre più leader all’interno dello spogliatoio viola. Il vuoto umano lasciato dalla scomparsa di Astori è colmato solo dalricordo continuo che compagni e tifosi dedicano al proprio capitano.

In campo invece, è toccato a Vitor Hugo raccogliere l’eredità di Davide. Il brasiliano ha risposto presente, anche se la fase di apprendimento della Serie A è ancora in corso. «Sono fortunato perché il mio allenatore, Pioli, è un maestro. Avendo fatto il calciatore proprio nel mio ruolo sa esattamente cosa devo fare», ha detto ieri Hugo.

Prendere pochi gol in Italia è priorità più che un dettaglio. Ma non l’unica cosa che conta. Lo scorso anno infatti, spesso è stato il reparto offensivo quello maggiormente bersagliato dalle critiche. Per questo là davantisono state fatte scelte precise con il cambio di sistema di gioco, l’addio al trequartista (Saponara) e l’arrivo di esterni di tecnica e valore (Pjaca e Mirallas). Dietro invece la decisione è stata diversa. Confermando il blocco titolare e dando una rinfrescata alle alternative.

A destra Milenkovic è bloccato: una sorta di centrale aggiunto che aumenta la fisicità e copre le spalle di Chiesa. In mezzo Pezzella e Vitor Hugo si completano. Leadership, talento, letture e scelta di tempo per il capitano argentino, irruenza, colpo di testa e strapotere fisico come piatto forte del secondo. A sinistra via alla spinta continua di Biraghi.

L’allenamento deve fare il resto e la Viola spera di aver visto bene nella progettazione della retroguardia. Le scommesse, semmai, sono in panchina. A sinistra Hancko deve dimostrare di reggere l’impatto. Dallo Zilina alla Fiorentina il passo è lungo. Ceccherini è un centrale che conosce la Serie A e a Crotone ha fatto benissimo. I viola, ovviamente, sono un’altra cosa. A destra Laurini e Diks, il primo più difensivo e ilsecondo prevalentemente di spinta, proveranno a trovare spazio. «Nonostante il risultato, contro il Chievo abbiamo sbagliato qualcosa – prosegue Vitor Hugo a Radio Bruno -, errori da non ripetere con l’Udinese.

 

La Gazzetta dello Sport

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