Vitale: "Se la Fiorentina resta in mano a Joseph che non si fa mai vedere, è dura costruire una società forte"
L'ex dirigente dell'Empoli ha detto la sua opinione sul momento viola
Intervenuto a Lady Radio, l'ex dirigente dell'Empoli Pino Vitale ha analizzato con estrema schiettezza il momento della Fiorentina, alternando elogi per la ritrovata credibilità dirigenziale a pesanti dubbi sulle strategie di mercato e sul futuro del club.
"Paratici ha davanti a sé un compito titanico," ha esordito Vitale, "perché a Firenze stanno rientrando molti elementi difficili da piazzare e privi di acquirenti. Non si può ignorare quanto successo nell'ultimo anno: la priorità è decidere chi confermare dell'attuale gruppo, e in questo la scelta del nuovo tecnico sarà cruciale. Se devo esprimere un desiderio, dico Sarri, pur rispettando il lavoro fatto da Vanoli in un contesto complicato."
Passando all'analisi della gestione sportiva, l'ex dirigente ha mosso critiche precise alla sessione invernale: "Il mercato di gennaio non mi ha entusiasmato. Sono stati investiti 32 milioni quasi nel silenzio, ma mi chiedo perché puntare su Brescianini e Fabbian quando avevi già Fazzini in rosa. Anche le formule non mi tornano: non è la stessa cosa cedere Sohm con un semplice diritto e invece vincolarsi per Fabbian con un obbligo. Su Solomon dico che ha talento, ma i suoi infortuni sono una costante preoccupante. Va però ammesso che Paratici ha riportato una serietà e una calma che mancavano da anni, dando finalmente protezione a squadra e allenatore."
Infine, Vitale ha lanciato un monito sulla stabilità societaria: "Se la Fiorentina non passa di mano, la vedo dura. Paratici cercherà di limitare i danni cedendo gli esuberi, anche a costo di svenderli, ma restano i 100 milioni spesi tra estate e gennaio senza una vera svolta. Sento la mancanza di una figura come Giuseppe, e lo stesso Rocco, pur con i suoi modi bruschi, garantiva una leadership presente. Una società non può essere guidata da Ferrari: serve una struttura capace di riportare il club stabilmente nelle coppe, perché i tifosi sono ormai stanchi di aspettare."