“Voglio vincere la Champions entro i prossimi 5 anni”. Ve la ricordate la dichiarazione resa da Paulo Sousa, circa un anno fa? Era il 9 dicembre ed il mister della Fiorentina rompeva gli indugi: “La champions? Spero di averla già vinta, tra 5 anni. Dipenderà anche dalle occasioni che mi offrirà la vita”. Già. Difficile, se non impossibile, credere oggi che l’uomo venuto da Viseu, uno con due coppe dalla grandi orecchie in bacheca come giocatore (Juve e Dortmund) possa concretizzare il suo sogno in riva all’Arno.

Si sa, la felicità non si cerca: si crea. Paulo, nato e cresciuto in una città di 100mila abitanti, proprio nel bel mezzo tra l’Atlantico ed il confine spagnolo, non doveva nemmeno diventare un calciatore professionista, fosse stato per la famiglia. Un’educazione rigida e la difficoltà di emergere dalla vita di provincia, tuttavia, non hanno offuscato il baluginio della sua stella. Sousa è un vincente per genetica, uno che sa dribblare il limite per afferrare l’obiettivo. Ma questo lo ha dimostrato sosprattutto nelle vesti di calciatore. Ora. Pensare di vincere la Champions entro i prossimi 5 anni (siamo già al secondo viola) sembra escludere la sua permanenza a Firenze, perché la viola fa già fatica a riuscire a giocarla, la coppa dalle grandi orecchie. E’ stato solo un anno fa, ma dichiarazioni del genere difficilmente si mettono via: dicono molto dell’ambizione dell’uomo e della fede in sè stessi. Dicono che Firenze, per Paulo, sarà soltanto una tappa di un cammino più lungo, chissà quanto luminoso.

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