Matias Vecino ha parlato in una lunga intervista al Corriere dello Sport Stadio, queste le sue parole: “Ho avuto un infortunio a inizio stagione, quando stavo per rientrare si è infiammata la cicatrice e quindi ho avuto difficoltà bel rientrare, ma adesso ho risolto tutto. La base del nostro gruppo è il rispetto per l’allenatore e i per i compagni, ciascuno deve spingere la squadra dal posto in cui si trova. Siamo troppo discontinui, anche nella stessa gara, dobbiamo imparare a soffrire. Sogno una finale di Europa League. Punto di riferimento in viola? Io Penso a fare bene le cose e ad arrivare lontano, il resto viene da se.

Se è vero che sono una persona seria, non lo dovreste chiedere a me ma ai miei compagni. Io dico solo che certe cose vengono dalla famiglia, da come sono stato cresciuto, dall’ambiente in cui sono nato. Ho perso il papà quando avevo 12 anni e mamma Dolly mi ha cresciuto. Vengo da un paesino di 5mila persone molto tranquillo, anche perché c’è pochissimo.

Miglior amico in Nazionale? Diego Laxalt, anche perché siamo stati compagni di squadra ai tempi dell’Empoli. Che giocatore è Cristoforo? E’ più simile a Borja, anche fisicamente. Fin qui aveva giocato sempre più basso, adesso è più avanzato e sta cercando di trovare il suo spazio. Borja Valero? E’ il giocatore che ha più esperienza, è forte e per noi è molto importante, insieme a Gonzalo Rodriguez è uno dei simboli della squadra” conclude Vecino.

Comments

comments