Gli ingredienti per l’impresa Italia ci sarebbero pure. Perché quando il gruppo azzurro si cementa, è capace di tutto. In Polonia lo ha dimostrato contro la Germania, costretta a vincere per evitare il fallimento. Il k.o. con la Repubblica Ceca è stata la chiave per guardarsi in faccia, parlarsi, stringersi nel nuovo patto d’orgoglio. Quell’orgoglio che oggi può incidere in maniera pesante contro la Spagna, la grande favorita. In campo servirebbe lo spirito guerriero del c.t. Gigi Di Biagio, arrivato in conferenza con gli occhi convinti di chi non si sente battuto in partenza: «Spagna favorita? Sì, almeno dovrebbe…». Usando il condizionale, con convinzione. Perché nella sua testa la partita è tutta da giocare. «La Spagna si deve temere per tutto quello che è: velocità, bravura tattica, tecnica – ha ammesso il c.t. –. Negli ultimi dieci anni l’ha fatta da padrone e ha grandi individualità. Però noi cercheremo di fare un’altra impresa alla nostra portata».

LE ARMI Come? Sicuramente con aggressività: «Dovremo ripetere la prestazione con la Germania se vogliamo avere chance». Ma non può essere l’unica arma. Soprattutto davanti, serviranno calma e lucidità. «I loro centrali di difesa sono molto diversi da quelli tedeschi e quindi andranno attaccati in maniera differente». Una puntualizzazione che sembra un’apertura al ritorno al centravanti di peso. Petagna è pronto. Ma dovranno esserlo soprattutto Chiesa e Bernardeschi. Chiesa è stato fin qui la rivelazione, il giocatore capace di trascinare con i suoi strappi il resto della squadra. Stasera dovrà sacrificarsi ancor di più, magari ripiegando spesso sulla linea dei centrocampisti, trasformando l’Italia da 4-3-3 in un 4-4-1-1 compatto, in modo da togliere campo e idee ai palleggiatori spagnoli. Poi toccherà a Bernardeschi accendere la luce tra le linee una volta riconquistata palla. Spaventare subito la Spagna potrebbe cambiare l’inerzia della contesa. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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