Che oggi non sarebbe stata giornata, si è capito fin dall’inizio: nei primi cinque minuti la Fiorentina non ha letteralmente visto (e toccato) palla. Il Cagliari sembrava il Barcellona di Guardiola, i viola (al contrario) la peggior Fiorentina di Lazaroni. Quando poi un colpo di testa di Pezzella è finito fuori di centimetri, abbiamo pensato: “se neppure Astori (si era appunto al minuto 13) è riuscito a spingere dentro quella palla, vuol dire che oggi marca male”. Ed è marcata malissimo, forse perchè Davide tifava a metà. Un primo tempo imbarazzante dove (udite, udite) Dragowski ha limitato il passivo. Una ripresa cominciata benino, uccisa dall’ennesima palla persa da Badelj con conseguente contropiede vincente… 4-0 e tutti a casa. Poi il quinto gol di Nainggolan e la doppietta di Vlahovic, che almeno un messaggio di speranza (in una giornata terribile) lo ha mandato. L’unica consolazione (si fa per dire) è che la Fiorentina non è scesa in campo, non ha giocato, ha fatto lo sparring partner nel modo più passivo e vergognoso possibile. Altra cosa sarebbe stata se i viola (chessò) avessero colpito tre pali, avessero sbagliato due rigori, o ancora Olsen fosse stato il migliore in campo. Invece niente, buio totale. Fate conto che alla fine del campionato la Fiorentina abbia giocato 37 partite… e non 38. In quel di Cagliari, la Fiorentina di Montella non è mai pervenuta.

  • UN AEROPLANINO IN PICCHIATA: a proposito… Intendiamoci, Montella non è il solo colpevole. Noi siamo fedeli al motto che, in campo, ci vanno i calciatori. Quindi chiediamoci perchè Milenkovic e Pezzella sono sembrati due groviera, perchè Badelj alla tenera età di 30 anni sembra un ex-calciatore, perchè Lirola sembra un fantasma che corricchia lungo la fascia, perchè Federico Chiesa passeggia, protesta fisso con i compagni, non prende più la porta neppure sotto tortura. Sopratutto chiediamoci perchè la Fiorentina sbaglia regolarmente l’approccio alla partita: Brescia, Lazio, Sassuolo, Parma e Cagliari, nelle ultime cinque partite i viola hanno regalato il primo tempo agli avversari. Chiediamoci perchè gli altri hanno più voglia, corrono di più (e meglio), perchè sulle seconde palle non arriviamo mai per primi. Chiediamoci infine perchè (tornando al Barcellona) oggi Rog, Nandez e Cigarini sono sembrati Xavi, Iniesta e Busquets, con Nainggolan che è stato un mix di tutti loro, con sprazzi (concedeteci l’iperbole) di Messi. Qualcuno dirà: ma il Cagliari è terzo in classifica, sono superiori. Ok, tutto giusto, ma c’è modo e modo. Ed oggi Cagliari-Fiorentina è sembrato un confronto tra dilettanti e professionisti, con questi ultimi che hanno concesso due gol come contentino. Per non umiliare troppo l’avversario. Montella, quindi, dovrà capire il perchè di tutti questi errori-orrori. Deve sopratutto capire (ma questo lo abbiamo già detto e scritto) tre cose: 1) che non siamo nel 2012, che non ci sono Pizarro ed Aquilani (tra Castrovilli e Borja se la giocano), che non abbiamo Cuadrado e Pasqual sugli esterni, che Jovetic e Ljajic erano due attaccanti. Magari tascabili ma due attaccanti. Mentre Chiesa, Ribery, Sottil e Ghezzal sono degli esterni. Boateng? Forse nemmeno lui sa più cos’è. 2) uno tra Badelj e Pulgar deve stare a sedere. Oggi sarebbe facile dire Badelj, in condizioni psico-fische disastrose. Questo centrocampo necessita di una mezzala di gamba ed interdizione. E se possibile che sappia inserirsi. E’ l’identikit di Marco Benassi, che non sarà un fenomeno, ma è uno che corre, contrasta e segna pure qualche gol. Con tutti i suoi limiti, ma queste tre cose le sa fare. 3) in conseguenza di un centrocampo che non è quello del 2012, questa squadra non può fare a meno del centravanti. Oggi, seppur a partita praticamente chiusa, Vlahovic ha dato delle risposte confortanti. Due gol sono sempre due gol, in qualsiasi condizione vengano realizzati. Sennò c’è Pedro, che dopo la sosta ci auguriamo sia pronto. Quantomeno pronto per giocare un tempo. O chiediamo troppo? Ecco, sarebbe sufficiente che Montella capisse queste cose (anzi, avrebbe già dovuto capirle), e vedrete che 5 gol tra Cagliari e Fiorentina non ci sono. Assolutamente.

COMMISSO STRINGE I DENTI: per uno come Rocco Commisso, sempre misurato, affabile, quasi un padre (nonno) di famiglia, uscirsene con la frase: “la squadra non mi è piaciuta”, se non è una pietra tombale… poco ci manca. Rocco si morde la lingua, sa che cambiare dopo 11 giornate sarebbe un salto nel buio. Ha fiducia in Pradè ed Antognoni, ed anche loro prima di esonerare Montella ci pensano non una, ma cento volte. Però, è indubbio che il presidente non sia contento di Montella. Per niente. Non è mai stato contento, ora ancora di meno. Diciamo che Vincenzo ha tempo fino alla prossima sosta, diciamo fino a Natale. Poi, anche uno rispettoso del mondo e dei lavoratori come Rocco Commisso, prenderebbe le sue decisioni. E siamo certi che a Montella non piacerebbero per niente. Uomo avvisato…