Toni: "A Firenze se sei ultimo, devi accettare i fischi e le polemiche senza ribattere perché vivono di calcio"
L'ex attaccante viola ha parlato dell'ambiente gigliato e del peso che dà a un giocatore
Durante la sua partecipazione al podcast Cose Scomode, Luca Toni ha ripercorso il suo passato tra campo e piazze calde, soffermandosi in particolare sul rapporto viscerale che lega la Fiorentina e la Roma ai propri sostenitori.
Il peso della maglia viola
L'ex bomber ha analizzato la pressione che si respira al Franchi quando i risultati non rispecchiano le aspettative create in estate. Secondo Toni, è fisiologico che il pubblico reagisca negativamente se le promesse di alta classifica si scontrano con una realtà deficitaria:
"Quando un tecnico dichiara di puntare ai primi quattro posti e poi la squadra finisce in coda alla classifica, i fischi diventano inevitabili. Firenze è una città che respira calcio e ti offre un calore immenso, ma proprio per questo esige il massimo impegno. Trovarsi ultimi dopo i primi dieci turni rende tutto più complicato: con 30.000 persone pronte a contestare al minimo errore, scendere in campo diventa un'impresa difficile."
Il confronto con la Capitale
Passando al paragone tra le due realtà, l'ex attaccante ha evidenziato come, pur essendo piazze accomunate da una passione travolgente, a Roma il calcio sia una presenza onnipresente e a tratti totalizzante:
"Parliamo di due ambienti molto simili per entusiasmo, ma c'è una differenza sottile: a Firenze può capitarti di incontrare un tassista che non si interessa di pallone, mentre a Roma è praticamente un miraggio. Mi capitava spesso di salire in auto e sentire il conducente criticarmi apertamente, dicendo magari che non avrei dovuto giocare o che avrei dovuto andarmene. Nella Capitale è così, non si stacca mai."