24 Settembre 2020 · 00:32
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Firenze

SOTTO I TRE PUNTI… NIENTE. IACHINI SBAGLIA (QUASI) TUTTO, ED ASPETTA UN CENTROCAMPISTA. BELLO L’ABBRACCIO DI CHIESA CON PEZZELLA. L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Parliamoci chiaro: quella vista oggi al “Franchi” è stata una delle Fiorentina più brutte degli ultimi anni. Peggiore di quella di Pioli (e ce ne vuole), peggiore di quella di Mihajlovic, peggiore di quella di Delio Rossi. Peggiore anche di quella di Montella? E’ una bella lotta, diciamo un pareggio. A noi meno giovani ci ha ricordato la Fiorentina di Bruno Giorgi (memorabile il coro della Fiesole: “come si gioca, guardate come si gioca”), e del secondo Agroppi. Quando una squadra votata all’attacco fu snaturata, ed obbligata ad un 4-4-2 all’italiana… semplicemente suicida. Con una differenza: che Giorgi aveva Roberto Baggio, e Agroppi aveva Batistuta. Ovvero due motivi (reali, concreti) per andare allo stadio. Oggi ci chiediamo: perchè i tifosi dovrebbero assistere a certi spettacoli? Con Ribery infortunato e Chiesa in condizioni fisiche (e non solo) pietose? Insomma, chi e cosa vanno a vedere? Rispondiamo noi: niente e nessuno. Come si suol dire, andiamo (e tifiamo) solo per la maglia. Comunque, dell’1-0 contro la Spal salviamo i tre punti, i 7 punti di distacco dalle terz’ultime (Genoa e Lecce), le 7 squadre dietro in classifica. Per il resto… niente.

  • IACHINI, COSA COMBINI? A parte la rima che non porta punti in classifica, va detto (per onestà) che Beppe “picchia per noi” ha portato a casa 4 punti in due partite. Montella, ad esempio, ne aveva fatti 1 nelle ultime sei. Poi uno può dire, ma erano Bologna e Spal. E l’altro risponde: se Pezzella non fa quell’errore al Dall’Ara, Beppe sta a punteggio pieno. E tutti zitti. Questo per dire che il fatto numerico, così nel breve periodo, conta relativamente. A noi interessa di più il gioco espresso, i movimenti di squadra, il rendimento di taluni calciatori che dovrebbero indirizzare la partita… e che invece spariscono. Neppure scendono in campo. Qualche nome a caso? Pulgar, Boateng, Chiesa… E poi le scelte di formazione: Beppe, perchè schierare Boateng? C’è una clausola nel contratto? Vlahovic è demoralizzato dall’acquisto di Cutrone? Certo ne ha ben donde, ma il calcio è questo. Se non reggi la concorrenza, cambia mestiere. E ancora: Boateng gioca perchè ha personalità, esperienza, carisma? Lasciamo stare. Boateng titolare è stato un errore. Punto. Andiamo avanti: Chiesa centravanti? Perchè? Dice: Federico è convalescente e non regge gli strappi tipici di un esterno. Quindi: non ci voglio rinunciare e lo metto prima punta. Peccato che con Chiesa centravanti si siano schierati quattro calciatori fuori ruolo: lo stesso Chiesa, Boateng, Lirola e Benassi. Oltre a sprecare il tuo miglior calciatore. Chiediamo: che fine ha fatto Sottil? E Badelj (che noi, facciamo outing, abbiamo criticato a più non posso) è peggio di questo Pulgar? Lento per lento, almeno il croato il pallone lo sa giocare… Concludiamo spezzando una (anzi, due) lance a favore di Iachini: giusto il cambio Chiesa-Cutrone. Fa sempre un certo effetto quando esce Chiesa, sopratutto sullo 0-0, ma chi doveva uscire? Benassi? Così svuoti il centrocampo e perdi la partita. Oppure togli un esterno e sposti Chiesa proprio nel ruolo che, oggi, non è in grado di fare? Allora tanto vale mettercelo dall’inizio. E poi il mercato: serve un centrocampista come il pane. Serve Duncan, che Iachini conosce benissimo. Quanto costa? 20-25 milioni? Caro Commisso, è l’ora di frugarsi. Pesantemente. Non che fino ad ora non lo abbia fatto, ma ci sono momenti nei quali bisogna esagerare. Ed oggi è uno di quelli. Mercoledì c’è l’Atalanta in coppa Italia, sabato il Napoli al San Paolo. Poi il Genoa al Franchi, quindi la Juve allo Stadium. Nel mezzo l’eventuale quarto di Coppa Italia. Tutto entro gennaio (a parte la Juve, il 2 febbraio, ma se non è zuppa…) tutto entro la fine del mercato. Vogliamo giocare ancora con Pulgar e Benassi a centrocampo? Ai posteri…

BACI E ABBRACCI: infine un paio di buone notizie. Sopratutto di belle immagini. Innanzitutto Pezzella, che dopo la rete piange e bacia il terreno. Dopo l’errore di Bologna questa per lui è stata una settimana terribile, ed il suo sfogo sa di orgoglio ed attaccamento alla maglia. Seconda immagine: Chiesa che, dopo il gol, si lancia sullo stesso Pezzella. Federico, appena sostituito, era l’immagine della felicità. Come fosse un tifoso qualsiasi. Ci piace, e per un momento ci fa scordare il Chiesa anemico e svogliato degli ultimi tempi. Ultima immagine: Commisso che scende nel tunnel e da il “cinque” ai propri calciatori. Fino ad abbracciare, quasi stritolare, Beppe Iachini. Con questo cosa vogliamo dire? Che la società è presente, presentissima. Che i calciatori ci sentono, soffrono questa situazione. Che il gruppo c’è, si vogliono bene, si aiutano, non c’è invidia né rancore. E allora? Perchè assistiamo a certe prestazioni? Anche qui, ai posteri…

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