Giovanni Simeone e Marco Benassi sono i testimonial principali della campagna acquisti estiva. Non solo perché i più cari, essendo costati in coppia una trentina di milioni (15+3 di bonus il Cholito, 10+3 di bonus l’ex granata). Ma soprattutto perché simboli di un percorso appena intrapreso dalla nuova Fiorentina. Giocatori di grande talento, seri, giovani e ultra motivati. Sempre Simeone e Benassi sono i due che hanno innalzato verso l’alto il gradimento dei tifosi a trattativa conclusa. Fiducia, bene ribadirlo subito, immutata. Il discorso si sposta sui tempi di integrazione tattica.

“Simeone è l’attaccante perfetto per noi”, disse poco tempo fa Pioli. Quello che pensa di Benassi è abbastanza simile, anche se le prestazioni a ora non sono state scintillanti. L’inizio dei due ricalca quello di buona parte della Fiorentina. Alti e bassi comprensibili e per la verità anche attesi. Però metterli nelle giuste condizioni per esprimere al meglio il proprio calcio sfoderando l’intero potenziale, per la Fiorentina è priorità. Proprio per il valore riconosciuto sia del Cholito (’95) che di Benassi (’94). Si discute soprattutto di movimenti. Innescare Simeone deve diventare più naturale così come vederlo decisivo in area di rigore. Tempi di inserimento come la manovra da oliare, il lavoro da fare su Benassi. A Firenze si discute della troppa generosità messa in campo che rischia di far terminare presto la benzina. Per Pioli invece, la generosità non sarà mai un difetto.

Se non altro il campo è amico, visto che domenica la Fiorentina giocherà al Bentegodi. Contro il Verona un paio di settimane fa ci furono solo gioie. Simeone segnò l’unico gol ad ora trovato in viola, Benassi entrò in quasi tutte le azioni da rete, giocando la miglior partita stagionale. I due, insieme con i compagni, ci riproveranno contro il Chievo.

La Gazzetta dello Sport

 

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