Shevchenko: "Condanno quello che ha fatto Andrea, mi ha ferito e non ho più rapporti con lui"

L'ex attaccante del Milan ha parlato del legame con Pirlo

27 luglio 2026 14:32
Shevchenko: "Condanno quello che ha fatto Andrea, mi ha ferito e non ho più rapporti con lui" -
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Un legame profondo, sbocciato nei trionfi europei e consolidato tra successi, giocate decisive e festeggiamenti sotto la curva rossonera, rischia di essere distrutto da un terremoto etico e geopolitico. La candidaturadi Andrea Pirlo per il ruolo di commissario tecnico dell'Italia non si limita ormai agli aspetti strategici e all'impostazione di gioco. La possibile designazione del “Maestro” alla guida della Nazionale si è trasformata in un vero intreccio istituzionale, un corto circuito che va ben oltre il terreno di gioco e che trova nella rottura con Andriy Shevchenko la sua immagine più emblematica.

A spezzare l'intesa tra i due storici alleati è stato il ruolo di testimonial globale assunto da Pirlo per Fonbet, colosso russo del betting. Un'intesa economica rilevante, un'ombra che proprio ora — con la Figc chiamata a individuare la nuova guida tecnica della selezione azzurra — finisce per pesare enormemente. L'armonia tra Shevchenko e Pirlo si è dissolta, lasciando spazio a un silenzio interrotto soltanto da dichiarazioni taglienti. L'ex Pallone d'Oro, oggi alla guida della Federcalcio ucraina, non ha celato il proprio sconcerto di fronte alle decisioni di Pirlo e di altri pilastri del pallone nostrano, come Francesco Totti e Marco Materazzi, volati in Russia per appuntamenti e ingaggi remunerativi.

«Ho avuto un confronto diretto con diversi di loro, ribadendo chiaramente la mia fermezza e il punto di vista dell'Ucraina», ha dichiarato Shevchenko in maniera diretta. «Approvo zero di quello che è stato fatto. Sono consapevoli di ciò che accade, ma hanno scelto comunque di agire così. Ho manifestato la mia amarezza e ne sono al corrente. Sarà una scelta con cui dovranno fare i conti». Infine, la stoccata più dolorosa: «Attualmente ogni contatto è congelato. Mi ha ferito profondamente.»

Parole che evidenziano una frattura insanabile. Il confronto c'è stato, ma non ha portato ad alcun ripensamento, portando a una battuta d'arresto immediata per la fratellanza nata ai tempi di Milanello. L'ingaggio di Pirlo come volto promozionale in Russia ha scatenato accese polemiche anche all'estero, a partire dalla durissima presa di posizione dell'atleta ucraino Vladyslav Heraskevych: «Fa male vedere miti d'infanzia trasformarsi in casi di fallimento morale per i quali l'unico valore sono i rubli. Una vergogna». Se per Totti (accolto a Mosca con ricchi contratti) e per Materazzi (che ha successivamente fatto mea culpa parlando di una disattenzione) la vicenda è rimasta confinata alla sfera personale e d'immagine, per Pirlo la dimensione è completamente diversa. Il tecnico bresciano figurava come la prima scelta per la panchina azzurra: può l'uomo simbolo del movimento calcistico italiano trascinarsi dietro un legame così controverso?

Ai vertici della Federazione il nodo è di quelli complessi. La Figc si trova costretta a ponderare non soltanto il profilo tattico dell'allenatore, ma il ritorno d'immagine a livello internazionale. Rappresentare l'Italia comporta un ruolo istituzionale esposto a forti pressioni mediatiche. La trattativa per condurlo a Coverciano resta in piedi, ma il percorso si è fatto improvvisamente tortuoso. Ancora prima di prendere le redini della Nazionale e impostare il lavoro tattico, Pirlo si trova a dover gestire una spaccatura complessa con il proprio passato, con il pubblico e con un amico fraterno come Sheva.