Ferrara duro: "È una Fiorentina da sogno, ma si finisce a discutere sulle mani giunte del fratello di Kean"
Benedetto Ferrara non ci sta: "King Fabio fa sognare i tifosi viola con un mercato da protagonisti, ma a far discutere è la solita pochezza dei social"
King Fabio sta ridando un bel po’ di orgoglio e di entusiasmo al devoto tifoso viola, uno che per la vita che ha fatto meriterebbe quantomeno la pensione anticipata per via di una passione meravigliosa ma decisamente logorante. Dopo i botti di inizio mercato si sono aperti nuovi orizzonti, tanto che l’ironia social ha tirato fuori un fantastico “Sarà una stagione di transizione tra la zona Champions e lo scudetto”. Come dire: aspettavamo solo un segnale per tornare a sognare e allora già che ci siamo perché non sognare per davvero? Siamo fatti così. Al momento c’è una difesa rivoluzionata, un centrocampo da sogno pieno zeppo, pure troppo, di giocatori, e poi c’è un attacco da ridefinire, con gli esterni da prendere e il futuro di Kean da decifrare. In questo senso ha fatto notizia il like con tanto di mani giunte del fratello dell’attaccante alla notizia dell’interessamento del Como per il centravanti. Il dibattito si è aperto sul significato dell’emoticon, che in effetti molti traducono come mani giunte, anche se in realtà dovrebbero essere due mani che si danno in cinque. Beh, la pochezza del dibattito è in linea con la pochezza dei tempi, anche se, riflettendoci, che il fratello pregasse per la cessione al Como o che festeggiasse battendo il cinque per la notizia, viene da pensare che la questione non cambiasse di un millimetro. Detto questo, ci potrebbe anche stare che neanche Giovanni Kean sapesse bene il significato di quell’emoticon.
Due parole sulla new wave azzurra, che al momento fa anche un po’ sorridere. Maldini e Leonardo sono andati da Guardiola per sentirsi dire “No grazie”. Andrebbe verificata la notizia che Pep avrebbe chiesto venti milioni all’anno. In ogni caso, visto che la Federazione non ne aveva cinque da dare a Conte, potremmo dire che forse si è trattato solo di un modo carino per dire “no, grazie”. Chiusa la strada per prendere il numero uno del mondo, è tornato fuori il nome di Pirlo, grandissimo ex calciatore e poco altro, considerate le sue esperienze non proprio esaltanti in panchina. La cosa fa un po’ pensare perché è un po’ come se un regista cercasse una attrice protagonista per il suo nuovo film e ricevesse un no da Penelope Cruz. A quel punto il regista ci pensa un po’ e decide di chiamare Gegia. Suonerebbe un po’ strano, no? Beh, nessuno si deve offendere, nè Gegia, né Pirlo. E’ la Federazione che fa cose strane. Magari il tempo darà loro ragione, chissà. Ma è curioso che nemmeno l’esempio di De La Fuente, ct che dalle giovanili ha portato la Spagna in cima al mondo, ha sollevato il dubbio che Baldini fosse davvero il nome buono. Beh, per fare una rivoluzione serve coraggio. O grandi idee, perlomeno.
Benedetto Ferrara lo scrive stamattina su La Nazione