Dopo la bella vittoria contro il Sassuolo la Fiorentina era chiamata a battere l’Udinese per tornare a sperare in un clamoroso terzo posto.

Pronti via e l’Udinese trova subito il vantaggio grazie ad una prepotente incornata di Zapata da calcio d’angolo. C’è da domandarsi dove fossero i difensori e come si allenano in marcatura durante la settimana dato che, qualche minuto dopo, la squadra friulana rischia di raddoppiare con due giocatori completamente liberi dentro l’area di rigore.

Zarate sembra l’unico a volere davvero segnare, Bernardeschi si riconferma un ragazzino dai capelli belli che tanto ancora deve mangiare per diventare un buon giocatore e Tello, continua a sparire dal campo per mezz’ore senza dare segni apparenti di vita. Discorso inverso per Kuba che piú corre e si propone, e piú riesce a sbagliare.

Gonzalo sembra l’unico a combattere nelle retrovie ma col passare dei minuti finisce per fare lisci gravi come quello sul quasi rosso di Tomovic nel primo tempo.

Entrano Kalinic, Borja e Ilicic ma poco sembrano dare alla Fiorentina. Forse lo spagnolo è quello che s’impegna di piú , ma la situazione è troppo raccapricciante per poter fare qualcosa di veramente buono.

Infine Sousa, uomo osannato (forse giustamente) per il lavoro svolto ad inizio anno, ma che ora sembra voglia fare di tutto per farsi cacciare via. Ennesima formazione messa a caso, soliti errori di tattica e solite, ripetitive parole in sala stampa.

Quello che è certo è che in estate ci sarà un’altra, ennesima rivoluzione. C’è da capire come e da chi verrà fatta.

Matteo Fabiani

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