Una quindicina di agenti feriti, un tifoso viola denunciato e quattro bergamaschi in questura per accertamenti. È il bilancio dei tafferugli che hanno fatto da cornice ad Atalanta-Fiorentina, terminata con la vittoria dei nerazzurri e la qualificazione alla finale di Coppa Italia.

Una festa rovinata da quanto accaduto prima e dopo la partita con diversi assalti da una parte e dall’altra nei confronti delle forze dell’ordine, schierate con circa 300 uomini tra polizia, carabinieri e guardia di finanza.

Si comincia poco prima delle 19, quando un centinaio di ultrà bergamaschi, con volti travisati, assaltano il cordone di agenti a presidio di viale Giulio Cesare. Viene lanciato di tutto: sassi, bulloni, bottiglie di birra. I poliziotti sparano diversi lacrimogeni per contenere l’offensiva. L’aria è irrespirabile. In quattro vengono fermati e condotti in questura per essere identificati.

In supporto intervengono anche altri uomini, che arrivano da piazzale Oberdan dove erano schierati per controllare l’arrivo dei pullman dei tifosi viola, attesi in duemila a Bergamo. Così lì rimangono solo pochi celerini. I toscani si accorgono del caos e ne approfittano per scendere dai bus, da tre mezzi in particolare, e lanciare a loro volta di tutto contro le forze dell’ordine.

A questo punto, sempre prima del fischio d’inizio, i tafferugli si spostano nella zona dello stadio occupata dai tifosi viola, che non vedendo arrivare tre dei loro pullman, ipotizzano che siano stati fermati. Così cercano di sfondare i cancelli per entrare in contatto con il cordone di polizia. La tensione è altissima. Anche qui c’è un fitto lancio di oggetti e la risposta con i lacrimogeni, oltre ad alcune cariche.

Inizia la partita. All’interno dello stadio le tifoserie si limitano a qualche coro di scherno. Ma al termine è ancora tensione. I sostenitori toscani prima lanciano alcune bottiglie contro gli agenti, poi sfondano un cancello per provare ad assalire i bergamaschi, che stanno festeggiando la vittoria nella zona del Baretto. Un fiorentino, in preda ai fumi dell’alcol, da solo cerca il contatto con le forze dell’ordine schierate. Viene denunciato.

Alla fine sono una quindicina gli uomini delle forze dell’ordine costretti a recarsi in ospedale. Uno di loro con una prognosi di trenta giorni.

Fonte news e foto: Bergamonews.it