Sblocca stadi, gli aspetti sportivi e finanziari scavalcano quelli architettonici, svolta storica

Una vera e propria rivoluzione per il calcio italiano

12 settembre 2020 11:14
Sblocca stadi, gli aspetti sportivi e finanziari scavalcano quelli architettonici, svolta storica - Foto presa di canali social della Fiorentina
Foto presa di canali social della Fiorentina
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toccafondi

La rivoluzione del calcio italiano è racchiusa in trentotto righe suddivise in tre commi: gli stadi monumento non sono più intoccabili. Per gli impianti di valore il vincolo di tutela artistica riguardava lo stadio in blocco. Per intervenire era necessario il parere favorevole della Soprintendenza. La legge introduce una nuova regola: gli impianti sportivi professionistici "non sono soggetti ai vincoli previsti dal Codice dei Beni Culturali". Questo vale anche per lo stadio della Fiorentina. Alcune parti possono avere "valore testimoniale" perchè rendono l'impianto riconoscibile. Esempio la Torre di Maratona di Firenze. Il ministero dei Beni Culturali ha 90 giorni di tempo, dalla richiesta della società, per indicare quali e come conservarli. In casi eccezionali 120 giorni.

Prima non si poteva scavalcare le Soprintendenze, il Ministero dei Beni Culturali può indicare gli elementi da salvare ma potrebbe non bastare. Gli aspetti architettonici e storici passeranno sempre in secondo piano. In pratica la società non dovrà essere costretta a realizzare uno stadio mostro che nasca da un compromesso tra museo e modernità.

Parola chiave: recessiva. Con questo termine la nuova legge mette da parte le osservazioni di Soprintendenza. Anche le valutazioni di impatto ambientale e di compatibilità paesaggistica diventano "recessive", dunque secondarie rispetto alle esigenze sportive. Lo riporta il Corriere dello Sport.