Sarri si lamenta: "Ho 14 giocatori fuori, giochiamo ogni 3 giorni e non posso fare un ca..o"
Il tecnico toscano si è lamentato del brutto momento degli orobici dopo la Conference
"Guarire con questa partita era difficile". Maurizio Sarri si attacca alle attenuanti dopo il pareggio con il Kairat, risultato che prolunga a sei la striscia senza vittorie della sua Atalanta.
Attenuanti che partono dai problemi fisici che stanno attanagliando la squadra e finiscono andando a ritroso, sulle difficoltà del cambio radicale dal gioco a uomo a quello a zona: "La transizione da un modo di giocare all’altro – ha detto dopo la partita - è diventata molto più complicata con l’accavallarsi delle problematiche. Io penso di capire chi è adatto o meno ad un certo tipo di calcio, ma ora è troppo presto. Perché stiamo giocando con giocatori che hanno fatto tre allenamenti di reparto. I giornalisti fanno finta di nulla, ma dovendo giocare ogni tre giorni tatticamente non si fa un c...o. Di tattica ne abbiamo fatta tanta a luglio e ad agosto, ma non erano in tanti tra cessioni e infortunati. Stiamo lavorando sulla testa. Così è chiaro, per esempio, che la linea dietro non è coordinata". Il riferimento è chiaramente all’infermeria: "Se in un momento in cui hai fuori quattordici giocatori questa deve essere la settimana del rilancio, la vedo dura. Noi avevamo dieci infortunati e quattro giocatori per i quali le valutazioni sconsigliavano l'utilizzo per più di mezz'ora…".
Uno di questi era proprio Nikola Krstovic, che con il 7° gol stagionale ha salvato la Dea da un altro incubo: "C’erano segnali di pericolo, fisicamente aveva delle valutazioni non in linea con la sua media. Può diventare un leader per la carica agonistica e per l’esempio che dà in campo – ha sottolineato Sarri – non per la capacità di trascinare gli altri attraverso interventi verbali o chissà che altro". Cosa che non è riuscita a Scamacca, fischiatissimo al momento della staffetta col montenegrino: "Ha tutte le attenuanti del mondo, si è allenato ieri e basta. Per i fischi è una questione che riguarda tutti, siamo in debito con il nostro pubblico. E se tutto il gruppo la pensa come me, bisogna prendersi l’impegno di ripagarlo in maniera importante".