Moena è sempre lì. Serena, immobile nel tempo, pronta ad accogliere chiunque. Pensionati in vacanza, tedeschi in mountain bike, squadre di calcio che vanno su e giù, tifosi felici o depressi. Tutto bello, ma anche basta, però. E forse lo pensano anche gli abitanti del paesino incantato, che hanno visto Verdù e Cristoforo, Iakovenko e Milic, hanno incontrato Montella sorridente e Sousa recitare poesie della fuffa a memoria. Ora c’è Pioli, uno dei pochi riconoscibili di questo gruppo un po’ scassato in attesa di cambiare pelle. Onore ai sette tifosi della Fiorentina che hanno aspettato il pullman della squadra davanti all’albergo.
Repubblica

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