PYONGYANG (FI). L’EDITORIALE DI DARIO GHEBBE

 

Passi per la mandria di scarti sociali che regolarmente a cadenza settimanale mi minaccia privatamente, solo per le mie ben note posizioni anti-proprietà e perché così facendo “dimostro di non essere tifoso della Fiorentina”.

 

Passi per l’altra “metà della mela”, che se la rifà con me perché non mi limito a criticare atrocemente solo la proprietà, ma perché mi provo a dire due paroline anche all’allenatore e ai giocatori rei a mio parere di aver mollato pietosamente la presa (quasi scientemente) dal 2 febbraio in poi.

 

Passi per una parte della stampa, storicamente filo-societaria, che scrive articoli capillarmente contro il tesserato di turno, regolarmente proni nei confronti della famiglia Della Valle e che qualsiasi cosa accada ha una lettura che difenda i vertici e aggredisca gli altri livelli.

 

Passi per una dirigenza di colossali incapaci, che acquista calciatori non deambulanti e che ora dopo regolare contratto controfirmato non vorrebbero pagare gli emolumenti gridando al mondo di essere stati raggirati e cercando pure di provare ad ottenere credito mediatico.

 

Che però si arrivi a dire che l’allenamento a porte aperte di mercoledì sia stato comunque un successo, che abbia sancito un nuovo “patto di unità tra tifosi e squadra”, che abbia reso felici giocatori e allenatore…. Beh, francamente questo non può passare.

 

Naturalmente non mi voglio nascondere, sto apertamente citando l’articolo e il titolone di prima pagina del “Corriere dello Sport – STADIO” di oggi, giovedì 14 aprile.

 

Che si arrivino a fare delle foto di squadra, con uno sfondo desolante (e in questo caso sto apertamente citando l’account Twitter ufficiale di Marcos Alonso), con espressioni facciali nauseabonde e frasi di circostanza come “col lavoro i risultati arrivano”, anche questo non può proprio passare.

 

L’allenamento a porte aperte ha portato pochissimi tifosi, quasi tutti silenziosi e delusi.

C’era un piccolo striscione: “VOGLIAMO RISPETTO PER LA NOSTRA MAGLIA” oltre allo striscione degli onnipresenti ragazzi “UNO NOVE DUE SEI”. Stop. Nient’altro da segnalare. Una manifestazione di gelo assoluta, distacco pressoché totale.

 

Qua ci sono proprietari che negano la realtà. La ribaltano completamente e che prendono in giro i tifosi.

Ci sono stati e ci sono tuttora allenatori che usano questo club e che prendono in giro i tifosi.

Ci sono stati e ci sono SOPRATTUTTO ORA dirigenti completamente fuori da ogni competenza minima dovuta per una poltrona come la loro e che quotidianamente hanno come obiettivo la presa in giro dei tifosi.

 

E in mezzo a tutto questo adesso ci dobbiamo pure “ciucciare” giocatori che fanno foto-felicità e giornalisti che improvvisamente si riscoprono gioiosi ed entusiasti per il “nuovo patto con i tifosi”?

 

E ‘sti tifosi che dicono? Rinnovano l’amore per la maglia e promettono sostegno per tutta la gara di domenica prossima.

 

Ah ho capito. Anche i tifosi hanno deciso di prendere in giro loro stessi.

 

Tutti negano tutto, il malcontento, la delusione, la TOTALE DISAFFEZIONE alla quale stiamo andando incontro, il fallimento completo di un progetto mai realmente cominciato.

Tutti negano tutto, fanno belle foto e begli articoli e fanno finta che l’entusiasmo sia ripartito.

 

Siamo a Pyongyang, piccola frazione in provincia di Firenze.

E raccontare la verità è oramai diventato un problema.

Dario Ghebbe Il Gazzettino Del Chianti

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