di Paolo Lazzari

Provaci ancora, Fiorentina. Dopo il bel pareggio contro la Lazio e la disinvolta vittoria contro il Sassuolo, quella a Fuorigrotta – precisamente contro il Napoli di Sarri – non può e non deve essere solo una gita da vittime sacrificali. Nè, alla luce delle recenti mazzate patite da partenopei – sia in campionato che in Champions – una semplice tappa da “vada come vada, non sono queste le gare da vincere”. Sì perché, fare un ragionamento del genere, significherebbe continuare a pomparsi endovena di provincialismo: fidatevi, siamo già a posto così.

Allora, provaci ancora, viola. Squadra corta, cortissima. Zero spazi: tutto intasato nella nostra metà campo. Palla al Napoli, nessun problema. Tanto ce l’avrebbero lo stesso. Lasciamo che Sarri si sfreghi le mani – come ha fatto dopo la Juve – per le percentuali di possesso dei suoi. Perché non c’è nulla di coraggioso nello sfidare una squadra tecnicamente superiore in campo aperto. Sarebbe stupido, anzi. I migliori strateghi – e Pioli lo sa – sanno fare di necessità virtù. Allora, nessuna vergogna a chiuderci e ripartire, sperando che quei tre là davanti – Chiesa, Simeone e Thereau – possano fare tutta la differenza che serve. Il Napoli, si sa, vive di spazi larghi. Togli questo ossigeno e diminuisci vertiginosamente i pericoli. Lasciamo che gli azzurri rimbalzino come palline impazzite su un muro viola e, al momento opportuno, esageriamo in cinismo sfruttando le 2-3 chance che avremo. Sì. provaci ancora, Fiorentina.

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