Cesare Prandelli ha parlato oggi, a Premium, del campionato di serie A, della sua ultima esperienza a Valencia e della Fiorentina: “Un giudizio su Sarri? Il calcio italiano è uno scandalo: non può un allenatore così bravo arrivare così tardi nel grande calcio. Devo fargli i complimenti, perché è sempre riuscito a migliorare squadre già forti prima del suo arrivo. Napoli-Real? A livello tattico il Napoli se la può giocare, anche se il Real ha interpreti straordinari. Anche a Valencia, con i giocatori, parlavamo bene degli azzurri di Sarri. Montella? È un innovativo: sa trasmettere le sue idee e ora il Milan è una delle squadre che quest’anno ha subìto i più positivi miglioramenti. Cosa è successo a Valencia? Quando sono mancati i presupposti per lavorare con trasparenza, mi sono sentito umiliato: mi hanno chiesto di fare l’allenatore e il dirigente, senza poi darmene la reale possibilità. Avevamo concordato che la priorità era l’acquisto di Zaza, con cui era tutto chiuso, e non ho potuto accettare il fatto che il presidente, dopo venti giorni in cui eravamo d’accordo, mi fosse venuto a chiedere se volevamo un centrocampista. Come a voler ricominciare da zero. Mi sono sentito umiliato e ho preferito rescindere un contratto di un anno e sei mesi: con questi soldi risparmiati magari ora possono fare mercato, visto che hanno problemi di fair play finanziario. Poi Zaza, dopo la mia rescissione, è arrivato lo stesso: penso che abbia le possibilità per fare bene. Il progetto Valencia era intrigante, ma in passato hanno fatto degli errori: hanno pagato cari dei giocatori e pensano che essendo la quarta squadra per monte ingaggi, di conseguenza dovrebbero arrivare quarti in classifica. Il loro è un approccio economico, non tecnico. Il calcio non è così”.

Poi sulla viola: “Chiesa? È già da qualche anno che a Firenze gli addetti ai lavori vociferavano su di lui: ha talento ed è una cosa bellissima, i tifosi della Fiorentina devono essere orgogliosi. A Federico suggerirei di rimanere e di togliersi qualche soddisfazione con la maglia viola. Firenze è una città calcisticamente stimolante: è un campo che ti forma e non nego che anche per me sia stata l’esperienza che mi è rimasta più addosso. Un mio ritorno sulla panchina della Fiorentina? Ho sempre detto che non me ne sarei mai andato, non aggiungo altro perché non voglio che si inneschino polemiche”.

E ancora: “Balotelli? Sta facendo bene, sono sempre convinto che è tra i primi cinque al mondo, forse dovrebbe convincersene anche lui e fare solo il calciatore. Higuain? Ha numeri straordinari, può fare la differenza in qualsiasi squadra. Tra gli attaccanti che ci sono oggi in Italia scelgo Belotti: ha una determinazione pazzesca e ha ancora margini di miglioramento, perché ha la fame di chi ha fatto la gavetta. È l’emblema del futuro del calcio italiano. Gagliardini? È un giocatore che ha grande personalità, ha avvenire. La Cina? Un’offerta mi è arrivata e l’ho valutata, ma non ci sto pensando: è come staccare definitivamente. Chi l’anti-Juve? Sia Roma sia Napoli”.