Poesio: "Basta capri espiatori, ora bisogna rimboccarsi le maniche per costruire la nuova Fiorentina"

"Tanti sono i soldi spesi anche stavolta, ma una squadra di calcio non si gestisce solo col portafoglio e i proclami"

31 agosto 2026 10:37
Poesio: "Basta capri espiatori, ora bisogna rimboccarsi le maniche per costruire la nuova Fiorentina" -
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Ernesto Poesio, sulle pagine del Corriere Fiorentino, ha analizzato il momento complicato che sta vivendo la Fiorentina di Fabio Grosso, soffermandosi sulle responsabilità dell’allenatore, della dirigenza e della proprietà.

Una parte della tifoseria sembra già orientata verso l’esonero immediato dell’allenatore, individuando in Grosso il principale responsabile delle difficoltà della squadra, quasi fosse “un neopatentato messo al volante di una Ferrari”. Poesio, però, invita a considerare il quadro nella sua complessità.

Il tecnico non ha certamente iniziato nel migliore dei modi. Se nella sfida contro la Roma le scelte di formazione avevano alimentato qualche dubbio, soprattutto per il poco coraggio mostrato nell’impiegare i nuovi innesti, contro il Frosinone Grosso ha invece optato per una formazione che, secondo Poesio, sarebbe stata scelta anche dai suoi principali detrattori.

Il principale limite imputabile all’allenatore, quindi, riguarda il fatto di non essere ancora riuscito a dare una fisionomia precisa alla squadra. Dall’altra parte, però, Poesio evidenzia le difficoltà con cui Grosso si è dovuto confrontare nella costruzione della rosa. In particolare, pesa la perdita dell’attaccante della Nazionale italiana a un solo giorno dall’inizio del campionato, soprattutto dopo che la società ne aveva garantito la permanenza. A questo si aggiunge il ritardo nell’arrivo degli esterni, una situazione che offre al tecnico alcune attenuanti.

Nel frattempo, iniziano a emergere anche le prime critiche nei confronti di Fabio Paratici. La sua posizione, finora considerata particolarmente solida, comincia a mostrare qualche crepa. Gli ultimi dieci giorni, segnati da trattative complicate, dalla vicenda Kean e dal silenzio della società dopo alcune prestazioni negative, non hanno certamente favorito la sua immagine. Per Poesio, tuttavia, il giudizio sul lavoro di Paratici dovrà essere rinviato alla conclusione del mercato, quando sarà possibile valutare complessivamente le operazioni portate a termine.

Anche la famiglia Commisso viene coinvolta nell’analisi. Gli investimenti economici effettuati anche in questa sessione di mercato sono stati importanti, ma il denaro, secondo Poesio, da solo non è sufficiente per gestire una società calcistica. Servono anche credibilità, organizzazione e responsabilità, affinché il Viola Park non sia associato soltanto ai privilegi, ma anche ai doveri che comporta far parte di una società ambiziosa.

Il messaggio finale è quindi quello di evitare la ricerca di un unico responsabile per una situazione che appare più articolata. “Insomma meglio non cercare il solito capro espiatorio. Piuttosto si rimbocchino le maniche per continuare a lavorare a questa nuova Fiorentina ancora tutta da costruire.”