Sono atterrati sul pianeta viola per far decollare la Fiorentina. Sembra un con trosenso, ma non lo è. Anzi. Perché loro, Kevin Mirallas e Marko Pjaca, son le ali che Pioli aspettava per poter spiccare il volo. E ha aspettato fino a venerdì sera, e a quel via libera arrivato dalla torre di controllo Della Valle/Cognigni che ha permesso a Corvino di chiudere il doppio colpo. E così, ieri, i due nuovi acquisti sono arrivati a Firenze.

Prima Mirallas, atterrato a Peretola dopo la mezzanotte. Poi, a metà mattinata, Pjaca. «Sono felicissimo, non vedo l’ora di iniziare ad allenarmi con la squadra», le prime parole del belga. Per lui, poche ore di sonno e poi via, alle visite mediche. Si è presentato a Careggi attorno alle 9 e lì, prima di sottoporsi ai test di rito, si è lasciato sfuggire anche un «Forza viola!». E poi il croato, che sta pensando di indossare il numero 10. Il gioiello a lungo sognato e che, ad un certo punto, pareva destinato a restare uno splendido (ma incompiuto) pensiero. E invece no. Eccolo, poco dopo le 10, all’aeroporto di Peretola. Sciarpa viola al collo, prime foto, visite mediche, e firma sul contratto:

«Spero di fare una bella stagione — ha detto—sono pronto e non vedo l’ora di cominciare». Del resto, non c’è tempo da perdere. Terminate le vacanze post mondiale, l’ex Juve ha bisogno di rimettersi in moto. Pioli ha intenzione di sfruttarlo già all’esordio contro la Samp. Manca poco, a quel 19 agosto. Dodici giorni nei quali Pjaca dovrà rincorrere la miglior condizione possibile e soprattutto assorbire come una spugna i dettami dell’allenatore.

Per quanto riguarda l’aspetto atletico, comunque, lo staff non si farà trovare impreparato. Analizzerà tutti i dati, e lo sottoporrà ad un programma personalizzato che lo aiuti ad accorciare i tempi. Si parte oggi con la ripresa degli allenamenti al centro sportivo, dove per la prima volta Pioli potrà lavorare con la «vera» Fiorentina. Quella che aveva immaginato, e con la quale spera di poter andare a caccia di un posto in Europa.

Senza dimenticare che, da qua alla chiusura delle trattative, potrebbe esserci spazio per un ultimo acquisto. I fari, in questo senso, sono accesi sul centrocampo. A proposito. Corvino, in queste ore, dovrebbe liberarsi del primo esubero. Sanchez infatti, è vicino al West Ham. Sul campo, intanto, si farà sul serio. Con un appuntamento particolarmente importante: quello fissato per sabato alle 16, a Gelsenkirchen, dove i viola affronte- ranno lo Schalke 04. Quella, di fatto, sarà la prova generale in vista del campionato. L’unica, appunto, nella quale si potrà provare la formazione anti Sampdoria.

Difficile immaginare se Pjaca, per esempio, in Germania partirà dall’inizio. Per lui, sarà una sfida particolare. Fino ad un paio di mesi fa infatti, la Veltins Arena, è stata casa sua: in prestito da gennaio, con lo Schalke in Bundesliga ha messo insieme sette presenze e due gol. Contro i suoi ex compagni, il croato, metterà minuti nelle gambe, e cercherà di entrare nei meccanismi di squadra. Con un obiettivo: mettere nel mirino quella Sampdoria che, come la Fiorentina, ha fatto di tutto per prenderlo. Lui, però, non ha sentito ragioni, e a Marassi avrà l’occasione per farsi rimpiangere ancora di più.

Per Mirallas servirà un «corso accelerato» di Fiorentina. È probabilmente l’ultima op portunità che ha per concretizzare il suo talento. Il palcoscenico sul quale dimostrare di poter essere un primo attore, non uno dei talenti incapaci di dar seguito alle promesse. Pioli e Corvino ci credono, hanno deciso di scommetterci. Tocca a lui, adesso. Trovare la condizione (all’Everton era fuori rosa), e iniziare fin da subito amettere in crisi gerarchie che in partenza là davanti (con il tridente Chiesa, Simeone, Pjaca) sembrano scritte.

Corriere fiorentino