Mentre Marko Pjaca stava atterrando a Firenze con un volo privato, Kevin Mirallas si stava sottoponendo alle visite mediche di rito. L’esterno offensivo belga è arrivato in città nella tarda serata di lunedì: «Non vedo l’ora di cominciare» ha detto uscendo dall’aeroporto Vespucci, ma la sua prima giornata viola è cominciata di primissimo mattino.

«Sono molto felice di essere qui – ha ribadito pure ieri – ci vediamo presto». Il tutto aggiungendo solo due parole in italiano, «Forza viola». In serata, Pjaca con la firma sul contratto, ha finalmente coronato il suo sogno viola: «Sono contento spero di fare una buona stagione di aiutare la squadra. L’incontro con la dirigenza? Ho trovato tutti, ho già firmato. Sono pronto per questa nuova avventura e non vedo l’ora di cominciare ad allenarmi. Il numero di maglia? Devo ancora decidere». Poco dopo però su Twitter il croato ha lanciato un hashtag (#10). Che sia quella la maglia che sta immaginando di indossare a Firenze?

Marko Pjaca, invece, ha raggiunto il centro sportivo prima di mezzogiorno a bordo di una macchina scura: camicia azzurra, pantaloni corti e sneakers. Tutto secondo i piani, al contrario di quanto accaduto con Berbatov, sei anni fa, quando pur essendo salito su un volo pagato dalla società viola, durante lo scalo decise di virare verso Londra, destinazione Fulham, Marko ha mantenuto fino all’ultimo la parola data.

Aveva sposato la causa viola prima ancora di partire per il Mondiale di Russia: ha rifiutato ogni altra possibile destinazione, dalla Spagna all’Inghilterra finanche all’Italia.

E’ arrivato in prestito oneroso da 2 milioni di euro ed un diritto di riscatto a favore dei viola da 20 milioni, pagabile in tre esercizi. La Juventus, che nel 2016 su di lui ha investito oltre 23 milioni, si è riservata un controriscatto da 26. Lunedì è stata la giornata del lavoro più frenetico, anche sul prolungamento di contratto da sfruttare se tra un anno Pjaca sarà un giocatore viola, ma senza alcun intoppo di sorta. Ieri, intorno alle ore 18, è arrivata la tanto attesa ufficialità da parte di entrambi i club.

Non è stata mai presa in considerazione l’ipotesi di riservare ai bianconeri alcun diritto di prelazione sul cartellino di Federico Chiesa. I Della Valle hanno difeso per tutta l’estate i propri gioielli dagli assalti del mercato, rifiutando complessivamente oltre 180 milioni (per Pezzella, Milenkovic, Chiesa, Simeone e Veretout): non è cambiato niente, nemmeno con l’ingresso di Pjaca.

Corriere dello Sport Stadio

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